"Prestazione medica non diligente", chiesti due risarcimenti per 62 mila euro

In un caso, l'Asp è stata già condannata a pagare complessivi 10.420 euro. Nell'altro, invece, ha deciso che si costituirà in appello per resistere alla richiesta di oltre 51 mila euro

Ristoro dei danni subiti. In un caso, un paziente ha citato - davanti al tribunale di Agrigento - l'Asp e un medico dell'ospedale "Barone Lombardo" di Canicattì chiedendo la condanna in solido al pagamento di 51.508 euro. Somma richiesta - era il 2009 - a ristoro dei danni conseguenziali alla imperita e non diligente prestazione medica eseguita in occasione di un intervento in pronto soccorso avvenuto nel giugno del 2012. In un altro caso, un altro cittadino ha citato, sempre davanti al tribunale di Agrigento, l'azienda sanitaria provinciale chiedendo il pagamento di 15 mila euro come risarcimento del danno subito, nel 2011, a Traumatologia e Ortopedia dell'ospedale "San Giacomo d'Altopasso" di Licata. 

Per quanto verificatosi a Canicattì, all'inizio di quest'anno le domande risarcitorie del cittadino sono state integralmente rigettate dal tribunale di Agrigento, ma lo scorso maggio il paziente ha proposto appello per ottenere la totale riforma della sentenza di primo grado. L'Asp ha deciso di costituirsi in giudizio davanti la Corte d'appello di Palermo. L'udienza si terrà il 9 luglio. 

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Per quanto è accaduto a Licata, invece, lo scorso febbraio il tribunale di Agrigento ha parzialmente accolto la richiesta di risarcimento ed ha condannato l'azienda sanitaria provinciale al pagamento di 6 mila euro come ristoro del danno subito, oltre interessi e rivalutazione monetaria. Si è arrivati così alla somma complessiva di 10.420 euro che l'Asp pagherà riservandosi però il diritto di recuperare le somme in caso di eventuale giudizio positivo in sede di appello. 

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