"Preso con 30 tonnellate di droga e arma clandestina", chiesta condanna a 10 anni

La proposta del pm per l'impiegato comunale Carmelo Collana, tre anni di reclusione per due giovani accusati di coltivazione di marijuana

Il pubblico ministero Paola Vetro ha chiesto la condanna a 10 anni di reclusione per Carmelo Collana, 53 anni, dipendente comunale di Canicattì, accusato di coltivazione di droga, possesso illegale di arma e ricettazione. Tre anni di reclusione, invece, sono stati proposti per Pietro e Vincenzo Martini, palermitani di 19 e 21 anni, accusati solo di coltivazione di droga.

Il loro arresto è scattato il 18 ottobre dell'anno scorso. I carabinieri, dopo un mese di indagini, hanno fatto irruzione in un terreno di Naro dove hanno scoperto oltre trenta tonnellate di marijuana nascosti in un casolare attiguo e nello stesso fondo. Fondamentale anche l'uso di un drone che ha confermato la presenza della piantagione.

I tre imputati hanno saltato l’udienza preliminare perché la Procura ha chiesto, ottenendolo, il giudizio immediato. Subito dopo i difensori (gli avvocati Salvatore Manganello e Debora Speciale) hanno chiesto il rito abbreviato.

I militari, durante l’operazione, hanno trovato la droga in parte già confezionata in sacchi e in parte in fase di essiccazione. All'aperto, invece, c’erano altre diecimila piante alte quasi due metri. Nel corso dell'operazione sono state sequestrate anche una pistola calibro nove in ottimo stato e una cinquantina di cartucce. L'arma sarebbe stata a disposizione di Collana. L'uomo - un dipendente dell'ufficio Tributi, con contratto part time - in passato è stato vigile urbano a Canicattì.

Dopo la requisitoria del pm e le arringhe difensive, il giudice Luisa Turco ha rinviato il processo a lunedì, giorno in cui emetterà la sentenza. 

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