Famiglie sempre più indebitate: mancano i soldi per bollette, medicine e perfino per i funerali

Il centro ascolto della Caritas nel 2018 ha incontrato oltre 50 persone la settimana, molti chiedono consulenza ma soprattutto risorse per pagare anche i libri scolastici

Delle centinaia di persone che nel 2018 si sono rivolte al Centro ascolto della Caritas diocesana di Agrigento l'8% ha più di 64 anni. Pensionati, in larga parte, che hanno scoperto la "povertà" in anzianità, dopo una vita di lavoro, perché non sono più in condizione di pagare affitti, bollette o spese mediche o che, con i pochi soldi della propria pensione, diventano sostegno insostituibile per altre famiglie: quelle dei figli che magari vivono con uno stipendio precario o che, peggio, magari il lavoro lo hanno perso.

Reddito di cittadinanza, sempre più Caf ricevono richieste dai cittadini

E' uno spaccato allarmante quello che emerge a legge i dati forniti proprio da Caritas, che, solo nel 2018, ha potuto ascoltare una cinquantina di famiglie ogni settimana per fornire assistenza o semplicemente consulenza. 

Ragazze madri senza pannolini, medicine e culle: il Cav tende loro una mano d'aiuto

Di questo campione, ci precisa la responsabile, Mariella Militello, il 62% sono cittadini italiani, agrigentini. Una precisazione che dovrebbe essere quasi inutile, ma che diventa essenziale di questi tempi, con molte informazioni errate che vengono veicolate con dolo per alimentare un clima di discriminazione e odio reciproco.

Raccolta straordinaria di viveri, tanti i supemercati interessati dall'iniziativa

Se il centro ascolto non gestisce in modo diretto l'assistenza per i bisogni alimentari, che viene erogata direttamente dalle Caritas parrocchiali (impegnate in questi giorni in una raccolta di cibo straordinaria) riceve però ogni giorno famiglie che chiedono aiuto, con una prevalenza di giovani (la fascia tra i 25 e i 64 anni incide per l'84% del totale).

"Si rivolgono spesso a noi per problemi più complessi del solo pacco di cibo, che viene fornito da altre strutture - spiega Militello -, Andando alle statistiche, il 78% persone hanno chiesto aiuto economico per bollette, affiti, funerali, beni e servizi materiali, come i libri scolastici per i figli, o medicine". Alcuni chiedono anche lavoro, e Caritas in tal senso garantisce attività di orientamento e formazione, che oggi rappresenta l'unico modo reale per cercare di far uscire queste persone dal "circolo" della povertà.

Se è vero che il bisogno è crescente a causa della crisi, è anche vero che gli Enti locali non forniscono più assistenza di alcuni tipo ma, anche, che ci sono situazioni di povertà nella quali questa degenera in qualcos'altro. Così accade che, ad esempio, vi siano soggetti che battono a tappeto le parrocchie alla ricerca di più pacchi viveri, magari da rivendere. 

Un fenomeno che oggi è sempre più marginale grazie al fatto che, ad esempio, Caritas e le associazioni iscritte al Banco alimentare devono in qualche modo registrare le persone assistite. Uno "scoglio" per alcuni, soprattutto coloro che vivono in situazioni di clandestinità ma che possono comunque contare sull'aiuto di privati o associazioni che, con capitali propri o donazioni dirette, forniscono alimenti. "Un rischio da tollerare - dicono alcuni - perché di fronte al bisogno non si può restare indifferenti, anche al costo di sbagliare".

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