Duplice agguato al porto, la difesa: "Niente prove e poi il killer non ha sparato per uccidere"

All'udienza precedente il pm ha chiesto la condanna a 9 anni dell'empedoclino James Burgio

James Burgio, il giorno dell'arresto

“Non sono stati mai ascoltati i numerosi testimoni che erano sul peschereccio quando ci sarebbe stato il litigio, non c’è nessuna prova che sia stato l’imputato a sparare”. L’avvocato Salvatore Pennica replica così al pubblico ministero Elenia Manno che, all’udienza precedente, aveva concluso la requisitoria chiedendo la condanna a 9 anni per James Burgio, 26 anni, accusato di un duplice tentato omicidio. Burgio, che il 6 febbraio è stato destinatario di un nuovo ordine di arresto nell’ambito della maxi operazione antimafia “Kerkent”, secondo il pm sparò per uccidere le sue vittime, un pescatore e un armatore, e non solo per ferirle.

Il mancato chiarimento e la sparatoria, chiesta condanna a 9 anni

Il giovane è stato fermato dalla squadra mobile due giorni dopo l'agguato al porto empedoclino del 21 luglio scorso il cui movente sarebbe da ricondurre a un banale litigio. La difesa non aveva mai contestato apertamente che, a sparare all'indirizzo dei due cugini sarebbe stato l’imputato. Ieri Pennica ha sollevato alcuni dubbi dicendo che “a parte la testimonianza delle vittime non ci sono altri elementi”. I legali sostengono che, in ogni caso, Burgio avrebbe, comunque, fatto fuoco solo per ferire o intimorire ma non per uccidere “visto che uno è rimasto ferito alle gambe e l’altro illeso perché l’arma si è inceppata”. Fin dalle battute iniziali la questione è sembrata in bilico. Il 22 maggio il gup Alessandra Vella emetterà la sentenza. 

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