Netturbini senza soldi ed esasperati, prosegue la protesta: è delirio ambientale

Sesto giorno consecutivo di mancata raccolta dei rifiuti, quinta giornata di sciopero selvaggio. Non è arrivata neanche la convocazione, in Prefettura, per un tavolo di raffreddamento della vertenza

Sesto giorno consecutivo di mancata raccolta dei rifiuti. Per quinto giorno (lunedì scorso lo sciopero era stato proclamato e annunciato dalle sigle sindacali ndr.), gli operatori ecologici in servizio alla Realmarina pare siano rimasti – arbitrariamente - con le braccia incrociate. Esattamente per come avevano preannunciato, già lunedì sera, continua lo sciopero ad oltranza.

Porto Empedocle è sommersa dai rifiuti, i sindacati proclamano altri 2 giorni di sciopero

I netturbini sono arrabbiati, oltre che disperati. Rimasti indietro con la riscossione degli stipendi hanno difficoltà a comprare le medicine, a fare la spesa, a sopravvivere. Ecco perché sono intenzionati – nonostante qualche mese addietro sono stati anche denunciati, dalla polizia, alla Procura per interruzione di pubblico servizio – ad andare avanti con l’astensione arbitraria dal servizio. Il sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina, auspicava la precettazione dei lavoratori da parte della Prefettura. Precettazione che, ieri, non è arrivata. Così come non è arrivata neanche la convocazione per un tavolo di raffreddamento della vertenza. Ma c’è di più. Perché la Fit Cisl ha già proclamato altri due giorni di sciopero.

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E Porto Empedocle? La città, intanto, si sta trasformando in una discarica a cielo aperto. I cumuli di rifiuti continuano ad aumentare, lungo i marciapiedi e le strade, e ad ingrossarsi. A rimetterci sono, inevitabilmente, sono gli empedoclini, soprattutto quanti – e sono pochi – pagano la tassa sui rifiuti. Il rischio igienico-sanitario è, adesso, più che concreto. Anche chi, nei primi giorni di protesta, coscientemente, ha tenuto in casa i rifiuti, adesso è esasperato e molti hanno iniziato a mettere davanti il portone la spazzatura. C’è stato anche chi – in questo momento di delirio ambientale, oltre che sociale, - si è liberato anche di materassi, elettrodomestici e vecchie sedie. 

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