"Fa irruzione in casa della ex, la picchia e la violenta davanti alla figlia": condannato 36enne

La pena inflitta nei confronti dell'uomo, ai domiciliari da circa due anni e mezzo, è di 6 anni e 6 mesi di reclusione

Sconto di pena, seppure lieve, di appena sei mesi di reclusione, in appello per il trentaseienne F.G., condannato in primo grado a sette anni di reclusione oltre a una serie di pene accessorie (interdizione legale e dai pubblici uffici), alla misura di sicurezza e al risarcimento nei confronti dell’ex compagna.

I giudici della terza sezione della Corte di appello di Palermo, presieduta da Antonio Napoli, hanno rideterminato la pena in 6 anni e 6 mesi nei confronti dell’uomo, riconosciuto colpevole di avere picchiato e violentato la donna dopo avere fatto irruzione nella sua abitazione e non curandosi della presenza della figlia che, in un primo momento sarebbe stata costretta ad allontanarsi ma poi, secondo la ricostruzione dei fatti, ritenuta attendibile in due gradi di giudizio, riuscì a ribellarsi e farlo desistere. 

I giudici, come chiesto dal sostituto procuratore generale, lo hanno condannato per tutti i reati e hanno stabilito, oltre al risarcimento da quantificare in sede civile, una provvisionale, vale a dire un anticipo del risarcimento di 5 mila euro, subito esecutivo, nei confronti dell’ex compagna che si è costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Daniela Posante. I giudici, inoltre, hanno sospeso i termini di custodia cautelare nel periodo del deposito delle motivazioni. Analogo provvedimento era stato adottato, il 16 luglio dell’anno scorso, dai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento che gli avevano inflitto sette anni di reclusione. Il verdetto è stato impugnato dal suo difensore, l'avvocato Davide Santamaria. L’uomo, dal 2 giugno del 2017, si trova agli arresti domiciliari. 

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