Rete di droga in tre "centrali" di spaccio, primi testi al processo a 26 imputati

Operazione "Supermarket": il tribunale dispone l'acquisizione di alcuni verbali e sfoltisce la lista del pm

Due testi citati dal pubblico ministero Gloria Andreoli non si presentano in udienza e il presidente del collegio li "taglia" dalla lista perchè erano stati già interrogati prima dell'azzeramento dell'istruttoria ed è stato valutato che "le parti non hanno interesse a porre altre domande". Passo avanti nel dibattimento scaturito dall'inchiesta "Supermarket" che ipotizza un vasto giro di droga a Porto Empedocle che si era bloccato per un intoppo organizzativo. Il trasferimento del giudice Gianfranca Claudia Infantino ad un altro ufficio del tribunale lo aveva, di fatto, bloccato.

Ieri mattina l’udienza è stata chiamata dal nuovo vice presidente della prima sezione penale, Alfonso Pinto, che presiede il collegio completato dai giudici Giuseppa Zampino e Katia La Barbera. La difesa, in particolare l’avvocato Antonino Gaziano, non aveva dato il consenso a utilizzare gli atti acquisiti in precedenza e il dibattimento, come prevede il codice, è stato azzerato e ripartirà da capo con la nuova audizione dei testi. Ieri ne erano stati citati due ma non erano presenti nè vi era prova che la citazione fosse andata a buon fine.

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Gli imputati sono: Andrea Amato, 47 anni, Rosario Amato, 29 anni, Emanuele Amato, 22 anni, Loredana Prisma, 43 anni, Giuseppe Baio, 38 anni, Antonio Sorce, 21 anni, Francesco Di Grado, 33 anni, Francesco Lucchi, 49 anni, Gerlando Di Gerlando, 22 anni, Alfonso Alongi, 33 anni, Stefano Filippazzo, 33 anni (latitante), Francesco Fratacci, 26 anni, Ernesto Giardina, 36 anni, Pierluigi Aleo, 28 anni, Ignazio Mendola, 33 anni, Pietro Sacco, 29 anni, Luigi Pulsiano, 23 anni, Antonio Sacco, 21 anni, Carmelo Albanese, 44 anni, Giuseppe Angarussa, 33 anni, Emanuel Lombardo, 25 anni, Federico Alaimo, 32 anni, Calogero Trameli, 33 anni, Luigi Formica, 23 anni, e Alfonso Tuttolomondo, 21 anni. Gli imputati, tutti empedoclini, difesi fra gli altri anche dagli avvocati Davide Casà, Salvatore Collura, Francesco Turoni, Vincenza Gaziano e Rosario Fiore, secondo la Procura, avevano allestito tre centrali della droga in un bar di Porto Empedocle, in una villetta pubblica e in una casa privata. L’indagine è partita nei primi giorni del 2014. I poliziotti in 48 ore si imbattono in due episodi che denotano un fiorente consumo di droga in città. Due arresti che vengono messi in correlazione fra loro. Gli inquirenti attivano delle “fonti confidenziali” che rivelano l’esistenza di un bar – il Pichos Cafè –, gestito dall’empedoclino Stefano Filippazzo, dentro il quale sarebbe stata allestita una vera e propria centrale dello spaccio.
 

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