Pesce marcio e guaine di cavi di rame rubati, la maxi discarica veniva alimentata da ambulanti abusivi e ricettatori

Fra gli sporcaccioni è stato identificato, grazie alle 4 telecamere piazzate dai carabinieri, anche chi - appiccando un incendio - ha provato a cancellare ogni traccia o forse, maldestramente, a ripulire

Un momento della conferenza stampa dell'operazione "Stop & go"

Qualcuno è tornato più volte, anche 4 volte, - abbandonando in fretta e in furia i rifiuti - in quella zona di San Calogero Napolitano, all'ingresso di Porto Empedocle. Qualcun altro, in quell'area - contribuendo alla formazione di una discarica di 1.500 metri quadrati circa - ha gettato anche la guaina di tutti i cavi di rame che erano stati rubati. Ma c'è stato pure chi ha usato quel terreno - di proprietà del Comune di Porto Empedocle - per abbandonare oli esausti o pesce ormai andato a male. Tanti i rivenditori di prodotti ittici, tutti abusivi, che sono stati "incastrati" dalle quattro telecamere piazzate dai carabinieri della stazione di Porto Empedocle. Fra gli "sporcaccioni", inoltre, c'era anche chi ha provato - appiccando un incendio - a cancellare ogni traccia, forse anche a ripulire, maldestramente s'intende, la zona.  

"Stop and go" degli sporcaccioni: 22 denunciati, 13 mezzi sequestrati e multe per 14 mila euro

"Sono state individuate, attraverso l'attività tecnica, 22 persone sorprese mentre abbandonavano rifiuti di vario genere - ha spiegato, durante la conferenza stampa convocata al comando provinciale dell'Arma di Agrigento, il tenente colonnello Rodrigo Micucci che è a capo del reparto Operativo - . Sequestrati anche i mezzi, ben 13, che sono stati utilizzati per trasportare le varie tipologie di rifiuti in quest'area che è limitrofa al centro abitato di Porto Empedocle. Area che è stata, naturalmente, sequestrata. Anche la tutela dell'ambiente è uno dei compiti che spetta ai carabinieri".

Hanno creato una discarica di 1.500 metri quadrati, ecco le immagini 

Il contrasto all'inquinamento ambientale è stato, ed è ancora, ampiamente condiviso dalla Procura di Agrigento. L'inchiesta "Stop & go" è stata, infatti, coordinata dai sostituti procuratori Paola Vetro, presente alla conferenza stampa, ed Alessandra Russo. "Nel maggio dello scorso anno sono stati realizzati molti sequestri di aree ricolme di rifiuti. Abbiamo appurato che c'erano molti cittadini che anziché smaltire i rifiuti con la raccolta differenziata, di fatto, li abbandonavano per strada - ha spiegato, durante la conferenza stampa, il capitano Luigi Garrì: comandante della compagnia di Agrigento - . Anche quest'area di Porto Empedocle era stata sequestrata nel maggio dello scorso anno e ci siamo resi conto che, nonostante il sequestro, proseguivano gli abbandoni di rifiuti. Questo ci ha portato, condividendola con la Procura della Repubblica, ad ampliare la strategia: abbiamo iniziato un'attività tecnica posizionando 4 telecamere. Abbiamo dunque accertato che non soltanto le persone comuni vi abbandonavano i rifiuti solidi urbani, ne abbiamo contati 24 e ad ognuno è stata fatta una sanzione amministrativa da 600 euro, ma ci siamo resi conto che c'era anche chi abbandonava rifiuti speciali e speciali pericolosi: materiale di risulta, oli esausti, prodotti ittici andati a male. Ci siamo resi conto che si trattava di persone che svolgevano la professione di vendita ambulante di pesce e in tutti questi casi non abbiamo mai riscontrato che avessero la licenza". 

L'inchiesta è andata avanti per oltre due mesi e i carabinieri della stazione di Porto Empedocle si sono prodigati documentando 24 abbandoni sanzionati amministrativamente, denunciando 22 persone e poi sequestrando 13 mezzi. "Ampio il fenomeno dell'abbandono di rifiuti speciali, soprattutto prodotti ittici marci e i contenitori in plastica che sono sempre rifiuti speciali, senza calcolare gli oli esausti e le batterie. Abbiamo interessato l'Arpa - ha spiegato il maresciallo maggiore Igor Sistilli, comandante della stazione di Porto Empedocle, - che ha collaborato, per tutta l'indagine, catalogando ogni singola tipologia di rifiuto. Un passaggio importante anche per verificare la gravità del fenomeno e dell'inquinamento". 

LA VIDEOINTERVISTA. Il tenente colonnello Micucci: "La tutela dell'ambiente è una priorità dell'Arma"

"Fra gli obiettivi della Procura è anche quello della tutela dell'ambiente e sono state numerose le operazioni, coordinate dalla Procura, che hanno interessato l'intero territorio. Indagini che hanno portato a numerosi provvedimenti di sequestro - ha spiegato, durante la conferenza stampa, il sostituto procuratore Paola Vetro - sia di aree private, ma soprattutto pubbliche, utilizzate come discariche con tutti i danni che ne conseguono sia per l'ambiente che per la salute pubblica. L'importanza di questa operazione sta nell'ampiezza del risultato che ha visto oltre al sequestro della discarica a cielo aperto, in luogo pubblico. Ma anche su fatto che ci si è dedicati su Porto Empedocle che già da mesi era stata oggetto di una vera e propria emergenza rifiuti. Questa indagine ha permesso di contestare i reati di abbandono incontrollato di rifiuti e miscelazione di rifiuti non autorizzata. Il sequestro si è reso necessario per evitare la reiterazione del reato perché potenzialmente sarebbero state condotte che si sarebbero reiterate nel tempo. Le indagini hanno consentito di contestare anche le condotte di combustione illecita di rifiuti e, in un caso più grave, anche di ricettazione".  

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