Emergenza rifiuti, il sindaco va in Procura: "Troppe strane coincidenze"

La città ormai è in ginocchio dato che la raccolta è ferma da oltre 2 settimane a causa dell'astensione selvaggia dei netturbini dal lavoro, sarà presentato un esposto

Foto d'archivio

Emergenza rifiuti a Porto Empedocle, l'amministrazione comunale nella giornata di ieri ha incontrato il procuratore della Repubblica Luigi Patronaggio per esporre la situazione e segnalare diverse anomalie rispetto al protrarsi dello sciopero "selvaggio" degli operatori ecologici, iniziato quasi 2 settimane fa e che non sembra voler mollare la propria morsa.

Al confronto erano presenti il sindaco Ida Carmina e il vicesindaco Salvatore Urso. Diversi i punti sul tavolo, oggi ovviamente riservati, che saranno tradotti in un esposto formale che mira ad evidenziare quelle che gli amministratori non esitano a definire "curiose coincidenze", come il ripetersi delle astensioni in occasione di importanti eventi pubblici e la sistematica attuazione dello stop della raccolta nonostante si stia provvedendo, con difficoltà, a pagare gli stipendi. Quindi, tutto passa nelle mani della magistratura, che pare fosse già interessata ad approfondire la questione per verificare l'eventuale sussistenza di profili d'indagine.

Carmina: "Pronti ad azioni eclatanti"

Intanto, come dicevamo, la situazione rimane emergenziale. Il Comune, come noto, ha individuato una nuova ditta per garantire temporaneamente la raccolta dei rifiuti, ma è in attesa che sia completata l'azione di mediazione da parte del prefetto di Agrigento Dario Caputo, il quale sta tentando di ottenere la riapertura della discarica di Lentini, creditrice dell'Ente di fatture risalenti al 2015.

Il Comune, intanto, sta valutando la possibilità di applicare una risoluzione in danno del contratto di igiene ambientale, stante le ripetute inadempienze (le sospensioni della raccolta sono state 10 in un anno). Un passo molto delicato che ovviamente oggi non ha ancora i minimi crismi dell'ufficialità, anche perché, oltre a doversi esporre da un punto di vista legale, l'Ente dovrebbe contestualmente trovare un nuovo fornitore del servizio con il rischio, comunque, di ricominciare tutto da capo.

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