Frenare il randagismo, trovati 45 mila euro per il canile

Per garantire il funzionamento del rifugio sanitario servono due ausiliari veterinari, un medico veterinario, mangime e farmaci

Il canile, a Porto Empedocle, c’è. Occorre, però, che non smetta di funzionare. E questo perché il fenomeno del randagismo è ormai divenuto endemico sul territorio. Affinché resti attivo il rifugio sanitario dove ricoverare i cani randagi, sterilizzarli, tenerli in osservazione e dove lasciare i cani mordaci e non adottabili servono due ausiliari veterinari, un medico veterinario, mangime e farmaci.

Il Comune empedoclino ha, dunque, deciso di affidare le somme necessarie – 45 mila euro, che serviranno fino alla fine dell’anno, – al responsabile del terzo settore del Municipio. A deliberarlo è stata la Giunta, sindaco Ida Carmina in testa. Perché il Comune – questa la premessa del provvedimento, firmato dal dirigente Calogero Noto Campanella, – fra i suoi compiti istituzionali deve garantire il controllo del fenomeno del randagismo ormai divenuto endemico nel territorio.

“In attesa dell’avviamento ordinario del servizio, programmato durante l’esercizio finanziario 2018, nella esigenza di garantire la continuità dell’attività – scrive l’Esecutivo – si è provveduto con affidamento temporaneo in proroga dell’incarico all’associazione “Amico del cane” e alla veterinaria professionista Maria Luisa Militello, precedentemente impegnati”. Intanto, però, il Comune ha deciso di muoversi – non avendo queste figure in pianta organica – per la ricerca di due ausiliari veterinari in possesso di un apposito patentino rilasciato dall’azienda sanitaria provinciale per l’accalappiamento e l’assistenza giornaliera dei cani. La spesa preventivata, per 8 mesi – dal primo maggio al 31 dicembre - è di 19.200 euro. Si cerca anche un medico veterinario professionista per la direzione sanitaria dell’impianto e per la pronta reperibilità in caso di cani da ricoverare nella struttura in orari extra servizio. E anche in questo caso, senza considerare i servizi extra, la spesa preventivata è di 9.334,34 euro. Per il mantenimento e la cura dei randagi ricoverati occorrono mangime (4.536 euro la spesa) per l’alimentazione, farmaci e presidi sanitari per la cura, degenza e per gli intereventi di sterilizzazione (costo medio 2 mila euro). Per il mantenimento dell’impianto occorre invece provvedere al prelievo e smaltimento dei liquami prodotti dalle deiezioni canine, smaltimento dei rifiuti biologici prodotti all’interno dell’ambulatorio e della sala chirurgica e smaltimento delle carcasse. 

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