"Sparò alle gambe di un pescatore dopo lite", empedoclino condannato a otto anni

Secondo il giudice, il ventiseienne James Burgio è colpevole di tentato omicidio: assoluzione per un secondo episodio analogo senza feriti perchè la pistola si inceppò

James Burgio, all'uscita della Questura dopo il fermo

Otto anni di reclusione per l'accusa di tentato omicidio ai danni di un pescatore, assoluzione dalla seconda imputazione analoga "perchè il fatto non sussiste": questo il verdetto, emesso attorno alle 13 dal gup del tribunale di Agrigento Alessandra Vella, nei confronti di James Burgio, 26 anni, accusato di un duplice agguato.

Agguato al porto, chiesta condanna a 9 anni

Burgio, che il 6 febbraio è stato destinatario di un nuovo ordine di arresto nell’ambito della maxi operazione antimafia “Kerkent”, secondo il pm Elenia Manno che ne aveva chiesto la condanna a 9 anni, sparò per uccidere le sue vittime, un pescatore e un armatore, e non solo per ferirle. Il giovane è stato fermato dalla squadra mobile due giorni dopo l'agguato al porto empedoclino del 21 luglio scorso il cui movente sarebbe da ricondurre a un banale litigio. Burgio, in particolare, avrebbe avuto un diverbio con un pescatore sopra il peschereccio e gli avrebbe "promesso" che lo avrebbe atteso per fargliela pagare. In effetti, secondo quanto ha accertato il processo, una volta sceso gli avrebbe poi sparato alla gamba destra.

La difesa: "Niente prove, va assolto"

L'empedoclino è stato condannato per questo episodio. Accanto alla prima vittima c'era il cugino contro cui Burgio - secondo l'accusa che non ha retto al vaglio del processo - avrebbe tentato di fare fuoco senza però riuscirvi per l'inceppamento dell'arma. Per questa accusa, il ventiseienne è stato assolto. La difesa, affidata agli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica, non aveva mai contestato apertamente che, a sparare all'indirizzo dei due cugini sarebbe stato l’imputato.

Pennica, in ogni caso, durante il suo intervento conclusivo ha sollevato alcuni dubbi dicendo che “a parte la testimonianza delle vittime non ci sono altri elementi”. I legali sostengono che, in ogni caso, Burgio avrebbe, comunque, fatto fuoco solo per ferire o intimorire ma non per uccidere “visto che uno è rimasto ferito alle gambe e l’altro illeso perché l’arma si è inceppata”. 

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