"Turni di lavoro massacranti e diritti negati": polizia penitenziaria in stato di agitazione

I sindacati di categoria lamentano una serie di criticità che riguardano la gestione della struttura e a cui sarebbe sottoposto il personale

(foto ARCHIVIO)

"Organizzazione del lavoro fallimentare”, è questa la pesante denuncia della federazione sindacati autonomi  di Polizia Penitenziaria che ha indetto lo stato di agitazione del personale in servizio presso la casa circondariale “Di Lorenzo” di Agrigento.  
Le criticità riscontrate dall’organizzazione sindacale nel  carcere di contrada Petrusa sono varie. Le carenze d’organico, secondo quanto emerge dalle denunce dei sindacalisti, costringono i pochi agenti ad effettuare turnazioni di lavoro estenuanti e, in alcune circostanze, alla negazione per determinate fasce di personale, di alcuni diritti previsti. Tra questi, l’esonero dei servizi di vigilanza e osservazione di cui dovrebbe godere  il personale femminile con figli di età minore ai tre anni. 
L’organizzazione sindacale inoltre evidenzia come gli intensi turni di lavoro non consentono il necessario recupero psicofisico, beneficio quest’ultimo sancito dall’articolo 36 della Costituzione, ma che spesso non verrebbe applicato.  L’esiguo numero di personale dunque, non solo potrebbe cagionare alla qualità e sicurezza del servizio stesso, ma indurrebbe i poliziotti anche ad un eccessivo stato di stress che sarebbe testimoniato dalle tante assenze per malattia.
Lo stato di agitazione, assicurano dai sindacati, potrebbe tramutarsi presto in azioni di protesta in caso di permanenza dello stato di criticità. Nei giorni scorsi, per affrontare le problematiche è stato richiesto un incontro del personale con la direzione del carcere e i vertici  dell’amministrazione penitenziaria. Rimostranze che hanno indotto il provveditore regionale, Cinzia Calandrino, ad effettuare un sopralluogo nella casa circondariale agrigentina.

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