"Ho perso il telefonino e mio padre mi ha dato pugni e calci", racconto choc di un bimbo di 5 anni

Il piccolo, dopo la denuncia della madre presentata la scorsa estate, è stato ascoltato in aula durante l'incidente probatorio

"Avevo perso il telefonino e mio padre si è arrabbiato. Mi ha preso a calci, schiaffi e pugni". Il racconto choc è di un bimbo di 5 anni, figlio di una coppia di agrigentini, che sarebbe stato brutalmente picchiato dal genitore, lo scorso luglio, in un periodo in cui gli era stato affidato per problemi di salute della madre visto che i genitori, che non si erano mai sposati, avevano interrotto la loro convivenza. 

Questa mattina, davanti al gip Stefano Zammuto, è di fatto iniziato l'incidente probatorio. Il pubblico ministero Emiliana Busto vuole acquisire e cristalizzare la prova in vista di un eventuale processo. La delicatissima vicenda risale alla scorsa estate. Il piccolo era stato affidato per un periodo al padre. Il rapporto dei loro genitori era ampiamente finito e, sembrerebbe, con qualche ruggine sfociata anche in altre denunce. 

Il 10 luglio la madre avrebbe notato che il figlio, dopo avere trascorso un periodo insieme al padre, per problemi di salute della donna, presentava vistosi lividi ed ecchimosi. Il piccolo, che doveva ancora compiere 5 anni, riferì di essere stato preso a pugni, calci e schiaffi dal padre. Il bimbo venne portato in ospedale per essere medicato e gli furono refertati traumi e lividi giudicati guaribili con sei giorni di prognosi. La madre ha presentato una denuncia consegnando anche un dossier fotografico delle lesioni riportate dal figlio. Il padre è stato messo sotto inchiesta per l'accusa di lesioni aggravate. L'uomo, che ha nominato come difensore l'avvocato Calogero Meli (la donna in qualità di "parte offesa" è difesa dall'avvocato Giuseppe Zucchetto), ha sempre negato di essere l'autore di quello che, a tutti gli effetti, appare essere un autentico pestaggio. Al tempo stesso, però, non ha mai dato una spiegazione o fornito una ricostruzione dei fatti che potesse giustificare la presenza dei lividi.

Il pm ha, quindi, chiesto l'incidente probatorio anticipando a tutti gli effetti il dibattimento con l'audizione del principale testimone in contraddittorio fra le parti. Trattandosi di un minore, peraltro di età giovanissima, sono previste modalità del tutto particolari. Il piccolo, con l'assistenza di uno psicologo, viene fatto sedere in una saletta a parte dove non vede tutti gli altri.

All'udienza precedente, il 29 settembre, aveva deciso di non dire nulla senza la presenza della madre. Oggi, davanti al gip Stefano Zammuto, ha confermato le accuse che, in precedenza, durante le indagini, aveva negato.

"Mi ha accusato di avere perso il cellulare e mi ha picchiato dandomi una pedata, schiaffi e pugni". Questa la testimonianza choc. Adesso la neuropsichiatra infantile Marta Calderaro dovrà pronunciarsi sull'attendibilità del ragazzino e sulla sua capacità di testimoniare. La visita inizierà il 19 novembre.

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