"Picchiano e perseguitano parente con proiettili e minacce di morte", 4 a giudizio

Presunta vittima dello stalking un vicino degli imputati al quale avrebbero fatto trovare anche un sacchetto di feci davanti alla porta di casa

Il tribunale di Agrigento

Pedinamenti, pestaggi, insulti e minacce di morte. I quattro componenti di un nucleo familiare, che nelle scorse settimane peraltro furono destinatari di una misura cautelare (prima il divieto di dimora, poi il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima) sono stati rinviati a giudizio.

Si tratta di Raffaele Campione, 59 anni; del figlio Giuseppe, 27 anni; della moglie Maria Rosa Bongiorno, 53 anni, e di Vincenzo Sottile, 29 anni, genero del primo. La decisione di disporre il rinvio a giudizio è del giudice dell'udienza preliminare Stefano Zammuto. Gli imputati, difesi dall'avvocato Carmelita Danile, sono accusati di stalking e lesioni aggravate. 

Una coppia di coniugi - peraltro l'uomo è fratello di Maria Rosa Bongiorno e quindi cognato del marito - sarebbero stati presi di mira per un contrasto di vicinato. Pare in particolare che Campione sarebbe stato denunciato dal cognato per furto d'acqua e che, per costringerlo a ritirare la querela, il gruppo di familiari lo avrebbe perseguitato, pedinato a tutte le ore e minacciato di morte. In una circostanza, davanti alla porta di casa, avrebbe trovato una busta con una scritta minacciosa e un proiettile. Le vittime sono parte civile con l'assistenza dell'avvocato Salvatore Pennica. 

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Il processo si celebrerà davanti al giudice Rosanna Croce, a partire dal 23 novembre. 

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