Notaio si appropriò dei soldi dei clienti, la difesa insiste: "No al secondo processo"

Il legale di Antonino Pusateri: "Le nostre indagini dimostrano che si tratta degli stessi fatti per cui ha già patteggiato"

“Le indagini difensive hanno provato che si tratta degli stessi fatti per i quali ha già patteggiato e, quindi, non può essere nuovamente processato”. L’avvocato Giuseppe Scozzari invoca il principio del cosiddetto “ne bis in idem”, secondo cui non si può essere processati due volte per gli stessi fatti e per accertare la circostanza chiede ai giudici di ordinare all’Agenzia delle Entrate di esibire gli atti.

Il processo è quello scaturito dall’inchiesta "bis" a carico del notaio Antonino Pusateri, 68 anni, accusato di peculato per avere sottratto 81.500 euro che i clienti, andati nel suo studio per registrare una serie di atti, gli avrebbero versato in quanto "responsabile di imposta". Il rinvio a giudizio risale allo scorso 6 dicembre e fu deciso dal giudice dell'udienza preliminare Francesco Provenzano. L’imputato, durante le indagini, si era già difeso sostenendo che si tratta degli stessi fatti per i quali ha già patteggiato due anni di reclusione. 
 

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