Il Pd della montagna in difesa del bacino idrico della Quisquina

Lettera aperta al segretario nazionale, Pierluigi Bersani, e a quello regionale, Giuseppe Lupo

di Redazione 08/02/2012

I segretari e gli amministratori del Pd montano hanno preparato e inviato una lettera aperta al segretario nazionale, Pierluigi Bersani, e a quello regionale, Giuseppe Lupo, in difesa del bacino idrico della Quisquina.

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"Nel ricordare che con la pubblicazione del decreto del presidente della Repubblica numero 116 è stata sancita ufficialmente la vittoria referendaria e l'abrogazione sia della norma che imponeva agli enti locali la privatizzazione dei servizi pubblici che la norma che consentiva ai gestori di caricare sulle nostre bollette anche la componente della 'remunerazione del capitale investito'; allarmati dal fatto che sono in elaborazione provvedimenti legislativi che paiono mettere in discussione tale pronunciamento popolare; rilevato che in Sicilia, nonostante le proposte di legge presentate per la ripubblicizzazione dell'acqua, il provvedimento tarda ad arrivare, mettendo in pericolo le risorse idriche della nostra terra, che per quanto riguarda la provincia di Agrigento sono esposte al rischio di sfruttamento intensivo da parte della Girgenti acque; evidenziato che in provincia di Agrigento il bacino idrico 'Acquifero della Quisquina' negli anni, con le sue sorgenti (in parte gestite dall'Eas ed in parte dai consorzi Voltano, Tre Sorgenti, Alessandria-Cianciana), ha contribuito in maniera determinante, con circa 300 litri di acqua al secondo, a dissetare tanti comuni dell'agrigentino e del nisseno; che nel tempo esso è stato oggetto di una serie di azioni che hanno interferito con le sorgenti spontanee ed hanno portato ad un progressivo depauperamento delle risorse idriche del bacino; che nella relazione su 'Ricerche idriche e studio idrogeologico e geochimico della falda idrica di SantoStefano', i professori Rosario Alaimo e Antonio Daina, concludevano che 'l'emungimento di una falda idrica attraverso pozzi non è un fatto naturale e lo è ancora meno per questo tipo di falda dell'area intorno a S.Stefano Quisquina che ha la caratteristica di restituire attraverso emissioni naturali tutta l'acqua che riceve per infiltrazioni'; che dalla delibera della Giunta regionale di Governo numero 347 del 30/11/2011 con cui è stato approvato il Piano regolatore generale degli acquedotti della regione siciliana si evince che i pozzi Margimuto ex Montedison andrebbero ad alimentare l'Acquedotto Voltano con una portata media di 50 litri di acqua al secondo; che dal 2007 la multinazionale Nestlè gestisce l'ex stabilimento Platani-Rossino (sito in contrada Margimuto) da dove preleva ed imbottiglia 10 litri di acqua al secondo; che l'Assessorato dell'Energia e dei servizi di Pubblica utilità / distretto minerario di Caltanissetta ha trasmesso al Comune di Santo Stefano Quisquina l'avviso con cui si notifica che la Nestlè Vera (oggi Sanpellegrino) può essere autorizzata all'emungimento di altri 10 litri/secondo dal pozzo di contrada Margimuto, che se concessi si aggiungerebbero ai 10 litri già accordati alla multinazionale; considerato che l'eventuale riattivazione degli ex pozzi Montedison (di fatto a favore della Girgenti acque) e la concessione di altri 10 litri/secondo alla multinazionale Nestlè rappresentano sicuramente un ulteriore pericolo per le risorse idriche del bacino in quanto lo studio dei professori Alaimo e Daina ha dimostrato che il bacino è unico, che il sistema è deficitario, che la falda idrica si trova in stato di precarietà, chiediamo al Partito democratico di farsi parte attiva con tutta la deputazione nazionale, in modo chiaro ed inequivocabile, nei confronti del Governo e del Parlamento, affinché il risultato referendario non venga vanificato da provvedimenti che impongano agli enti locali privatizzazioni di servizi pubblici essenziali (trasporto, rifiuti, servizio idrico) sia con obblighi di legge o con la diminuzione di risorse economiche essenziali; di intervenire, tramite la deputazione regionale, presso la Presidenza della Regione Sicilia a tutela del bacino idrico Acquifero della Quisquina evitando che ne venga incrementato lo sfruttamento ed, in particolare, impedendo che vengano riattivati i pozzi ex Montedison e bloccando, altresì, la concessione di ulteriori 10 litri di acqua/secondo alla Multinazionale Nestlè".