Parcheggiatori abusivi all'opera vicino la spiaggia: multe, sequestri e denuncia

Un quarantatreenne è stato deferito alla Procura perché si è avvalso - per le illecite attività - di un tredicenne

Multe per oltre 1.500 euro. Un uomo denunciato, alla Procura, perché impiegava un minore in illecite attività e sequestrati circa 600 euro trovati nelle tasche di alcuni parcheggiatori abusivi. Continuano i controlli alle aree adibite abusivamente a parcheggio a Bovo Marina di Montallegro. Verifiche che si sono concentrate, ad opera dei carabinieri, nelle adiacenze di aree private di fatto adibite abusivamente a parcheggi.

Nelle ultime ore, i carabinieri di Montallegro, assieme alla polizia municipale, hanno fatto scattare una serie di controlli, in pieno giorno, nelle aree prossime alla rinomata spiaggia di Bovo Marina. L'obiettivo è stato quello di contrastare il fenomeno dei parcheggi abusivi. Dopo essersi appostati in un'altura ed aver notato che le illecite attività erano già in corso, i carabinieri e gli agenti della polizia municipale hanno deciso di fare scattare il blitz ed hanno circondato le aree in questione, due in particolare.

Sono stati dunque sorpresi alcuni parcheggiatori abusivi, mentre stavano utilizzando dei terreni privati come aree di sosta per autovetture, senza alcuna autorizzazione. Durante l’immediato controllo, dalle tasche dei parcheggiatori sono saltati fuori circa 600 euro, ritenuti provento delle illegali attività e pertanto subito sequestrati. Inoltre, nel corso delle ulteriori verifiche, è stato individuato anche un ragazzino, 13enne, impiegato in tali attività da un altro parcheggiatore abusivo adulto. Per l’uomo, un 43enne del luogo, già noto alle forze dell’ordine, è subito scattata una denuncia all’autorità giudiziaria, per essersi avvalso di un minore in tali illecite condotte.

Per gli altri parcheggiatori abusivi identificati durante il controllo, sono state elevate multe per un ammontare complessivo di oltre 1.500 euro. Una di tali aree, alcuni giorni fa, era stata posta sotto sequestro preventivo con decreto emesso dalla Procura di Agrigento ma, in seguito, il tribunale di Agrigento ne aveva disposto il dissequestro.
 

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