"Bloccò le ruspe per avere consensi elettorali", unificati i due processi a Castellino

Il sindaco di Palma davanti al gup: dovrà rispondere di omissione di atti di ufficio e falso

Il sindaco Stefano Castellino

Un rinvio di tre settimane per unificare i due processi “gemelli” a carico del sindaco di Palma di Montechiaro Stefano Castellino, accusato di avere bloccato le demolizioni per averne, in cambio, un consenso elettorale. La richiesta, presentata congiuntamente dal pubblico ministero Gloria Andreoli e dai difensori dell’imputato, gli avvocati Santo Lucia e Vincenzo Alesci, è stata accolta dal giudice dell’udienza preliminare Francesco Provenzano. Il 25 ottobre si torna in aula e il procedimento dovrebbe entrare nel vivo. 
Castellino aveva chiesto di essere sentito e, salvo ripensamenti, lo farà anche dopo la formulazione dei nuovi capi di imputazione e l’accorpamento dei due fascicoli.

L’amministratore è accusato di falso ideologico, abuso di ufficio e rifiuto di atti di ufficio. Secondo i pm, imporre lo stop alle ruspe sarebbe stato un gesto illegittimo, in violazione di legge e dettato da esclusive finalità elettorali. Castellino, invece, rivendica la sua autonomia nel decidere i criteri di demolizione e le priorità nell’utilizzo delle somme in bilancio. È stato proprio questo il motivo, secondo la sua versione, per cui avrebbe deciso di fermare le demolizioni. Secondo l’accusa, invece, il sindaco avrebbe agito esclusivamente per avere dei consensi elettorali inviando persino delle comunicazioni false alla Procura. 

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