"Rapina e violenta moglie dell'amico dopo avere trascorso il Capodanno insieme", condannato 27enne

Il giovane, completamente ubriaco, avrebbe approfittato dell'assenza del marito che si era allontanato

Due anni e due mesi di reclusione per le accuse di violenza sessuale, percosse, rapina, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. Sono stati inflitti dai giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, nei confronti di Robert Moisei, 27 anni, originario della Romania, ma da tempo residente a Palma di Montechiaro, accusato di una lunga serie di reati che sarebbero stati commessi la notte di Capodanno del 2016. La pena inflitta dal tribunale è leggermente inferiore ai due anni e otto mesi di reclusione che erano stati proposti dal pubblico ministero Elenia Manno. 

L’uomo avrebbe perso il controllo in seguito ad una sbronza mentre si trovava a casa di un connazionale in compagnia della moglie. Il rumeno, difeso dall’avvocato Luigi Troja, dopo avere trascorso la serata insieme agli amici, con le rispettive famiglie e in presenza di altri connazionali, avrebbe aggredito la moglie dell’amico che l’aveva invitato. L’uomo, dopo essere tornato dal bagno, secondo la ricostruzione dell’episodio che ha trovato il riscontro nel processo, concluso con la condanna, avrebbe trovato Moisei intento a molestare la moglie toccandola nelle parti intime e impedendole una reazione. Ne sarebbe sorta una collutazione alla quale sarebbe seguito un tentativo di rapina da parte di Moisei. Il ventiseienne, infatti, completamente fuori controllo a causa dell’alcool, prima di andare via avrebbe afferrato delle casse dell’amplificazione per portandosele. 

La coppia di connazionali chiamò i carabinieri che, dopo alcuni minuti, arrivarono e bussarono alla sua abitazione per identificarlo e, probabilmente, arrestarlo. L’uomo avrebbe avuto una reazione violenta e si sarebbe scagliato contro i militari provocando loro dei leggeri ematomi che furono refertati in ospedale con pochi giorni di prognosi.

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