"Lo vado a trovare a casa perché mi ha rovinato", minaccia giudice che lo perdona: prosciolto

Il sessantenne Nazareno Castellino entrò in aula e inveii contro il magistrato Alfonso Pinto "reo" di avere rigettato la sua richiesta di risarcimento del danno

Minacce a un giudice che aveva emesso una sentenza a lui sfavorevole. Il magistrato Alfonso Pinto, da tanti anni in servizio alla sezione civile del tribunale di Agrigento, lo perdona e il processo, in base alla recente riforma che in assenza della querela rende perseguibili solo poche ipotesi di minaccia grave, si conclude con una sentenza di non doversi procedere.

Il giudizio a carico di Nazareno Castellino, 65 anni, di Palma di Montechiaro, accusato di minaccia grave, era stato sospeso per verificare se Pinto, destinatario indiretto degli improperi dell'uomo visto che non era presente, avesse deciso di presentare la denuncia. Il magistrato non ha sporto alcuna querela e Castellino, che è stato difeso dall'avvocato Fabio Inglima Modica, è uscito indenne dalla vicenda giudiziaria che si era incardinata al giudice monocratico di Caltanissetta, Santi Bologna. 

“Lo vado a trovare a casa perché mi ha rovinato, ha negato il risarcimento a mio figlio perché si era messo d’accordo con i medici dell’ospedale”. Queste le parole che Castellino, il 26 luglio del 2016, avrebbe pronunciato dopo avere fatto irruzione nell’aula penale dei collegi dove non c'era il giudice ma un avvocato e il pm Simona Faga che fece una relazione di servizio dalla quale scaturì il processo. Il sessantenne riteneva di avere subito un’ingiustizia perché aveva perso una causa civile avviata nei confronti di alcuni medici dell’ospedale che riguardava il figlio. Castellino aveva citato alcuni sanitari perché, a suo dire, avevano provocato la perdita della vista di un occhio al figlio. 

A occuparsi del contenzioso civilistico fu proprio il magistrato Alfonso Pinto che ritenne non vi fosse alcun nesso fra la condotta dei medici e la perdita dell’occhio da parte del ragazzo. 

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