"Non boicottò impianto fotovoltaico", prosciolto dirigente dell'Ufficio tecnico comunale

Niente rinvio a giudizio, come invece era stato sollecitato dalla Procura, per Francesco Lo Nobile, 68 anni, accusato di abuso di ufficio

“Non luogo a procedere perché il fatto non sussiste”: secondo il giudice dell’udienza preliminare Alessandra Vella non vi fu alcun abuso di ufficio nella procedura con cui venne stoppata la realizzazione di un impianto fotovoltaico. Niente rinvio a giudizio, quindi, come invece era stato sollecitato dalla Procura, per Francesco Lo Nobile, all’epoca dei fatti, nel 2014, dirigente dell’Ufficio tecnico comunale di Palma di Montechiaro. Lo Nobile, difeso dall’avvocato Lilla Azzarello, era accusato di avere emesso un provvedimento illegittimo che aveva bloccato la realizzazione di un pergolato e l’installazione di un impianto fotovoltaico.

In particolare, 366 giorni dopo la presentazione della cosiddetta Dia (Dichiarazione inizio attività), “a notevole distanza di tempo”, aveva emesso un provvedimento di rigetto nei confronti della ditta “Mapol” che voleva realizzare le opere. In particolare, secondo l’ipotesi accusatoria che non ha retto neppure al vaglio dell’udienza preliminare, col provvedimento aveva procurato un ingiusto danno all’imprenditore Calogero Maurizio Zarbo che voleva realizzare le opere. La Procura, con un atto a firma dell’aggiunto Salvatore Vella, raccolte le denunce dell’imprenditore di Palma di Montechiaro, avviò le indagini e, in seguito, ha chiesto il rinvio a giudizio.

Il giudice, durante l’udienza preliminare, ha ammesso le richieste di costituzione di parte civile, fra gli altri, anche del progettista e della ditta fornitrice dei pannelli solari, che sono marito e moglie, assistiti dall’avvocato Santo Lucia. Il pubblico ministero, ieri mattina, aveva insistito per il rinvio a giudizio ritenendo che fosse necessario accertare meglio i fatti in un dibattimento con l’audizione dei testi e l’esame in contraddittorio di tutti i mezzi di prova.

Il difensore di Lo Nobile, l’avvocato Lilla Azzarello, ha invece insistito per il proscioglimento sostenendo che “si era trattato di un provvedimento assolutamente legittimo che non violava alcuna norma e che rispettava tutte le procedure”.
 

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