Palazzo Tomasi al Consorzio universitario "Empedocle": convenzione pronta

Il canone che potrà essere annualmente regolarizzato in entrata e in uscita, fino alla concorrenza della quota di partecipazione del Comune all’Ecua, è pari a 103.290 euro

Una veduta di palazzo Tomasi

Lo schema di concessione è stato già approvato. Il Comune di Agrigento – secondo quanto ha deliberato la Giunta del sindaco Lillo Firetto – concederà palazzo Tomasi al Consorzio universitario di Agrigento “Empedocle”. “Il canone che potrà essere annualmente regolarizzato in entrata e in uscita, fino alla concorrenza della quota di partecipazione del Comune all’Ecua, è pari a 103.290 euro – è stato previsto - . Con obbligo di versamento della differenza: 4.710 euro a carico del Consorzio”.

L’apertura di nuovi corsi di laurea, ad Agrigento, non soltanto garantirà nuovamente il diritto allo studio ma darà anche respiro economico alle tante famiglie agrigentine, non solo perché potranno evitare le ingenti spese della permanenza fuori sede, ma soprattutto perché ci sarà un rilancio dell’economia di Agrigento e del suo centro storico. Rilancio del centro storico che avverrà proprio con la concessione di palazzo Tomasi, che si trova a piano Sanzo, come sede dei corsi di laurea. Un “passo” che, di fatto, dovrebbe poter permettere il riutilizzo di tanti appartamenti del “cuore” della città come alloggi per gli studenti, nonché la nascita di tante iniziative imprenditoriali e il riuso e la rifunzionalizzazione dei quartieri che, al momento, sono, di fatto, preda al degrado.

Palazzo Tomasi, immobile di circa 600 metri quadrati, è stato dichiarato – era il 2004 – dall’assessorato regionale ai Beni culturali e ambientali “d’interesse storico-artistico”. “L’ente, negli anni e in diversi contesti politico-amministrativi, ha manifestato – questa la base sulla quale s’è mossa l’Esecutivo – la volontà di valorizzare l’immobile all’interno di un sistema di sviluppo territoriale, coerentemente con gli orientamenti espressi dal legislatore nazionale che ha spinto sul cosiddetto principio di ‘valorizzazione del patrimonio pubblico’ al fine di ricavarne redditività. La superiore volontà – hanno argomentato da palazzo dei Giganti – non è facilmente conciliabile con gli obblighi di tutela, di conservazione e di fruizione collettiva sanciti dal codice dei beni culturali”. Il sindaco ha dato all’ufficio Patrimonio del Municipio l’atto di indirizzo “di salvaguardare da un lato l’esigenza di redditività dell’immobile, nel senso della valorizzazione economica in sede di bilancio attraverso l’uso oneroso a favore di terzi, e dall’altra la volontà di promuovere la cultura e la formazione del territorio con un accordo con ‘Empedocle – Consorzio universitario di Agrigento’”. Ecco, dunque, che s’è arrivati alla decisione della cessione di palazzo Tomasi. “Il bene è sottoposto – è stato chiarito, nello schema di concessione, - alle norme di tutela del codice dei beni culturali quale bene d’interesse storico-artistico e non è inserito in piani di vendita o di valorizzazione”.

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