Abusivismo, "quel palazzo di tre piani va demolito": dopo la scoperta arriva l'ingiunzione

Se non verranno accese le ruspe, il Municipio eleverà una sanzione che varia da 2.000 ad un massimo di 20.000 euro e acquisirà gratuitamente al patrimonio comunale l'opera

Non accadeva da un po'. Negli ultimi mesi, le ordinanze di demolizione hanno riguardato piccoli abusi edilizi: opere interne, balconi, tettoie. Adesso, al settore Territorio e Ambiente di palazzo dei Giganti è stata firmata una ingiunzione di demolizione e ripristino dei luoghi per un intero immobile. Un fabbricato costruito in contrada Portella, zona che ricade in area di interesse archeologico e dove c'è il vicolo sismico. Agrigento, di fatto, ancora una volta, si conferma essere terra di abusivismo edilizio. Ma è, naturalmente, anche terra di inchieste e di sentenze che portano alle demolizioni ordinate dalla Procura della Repubblica.

Per il caso di contrada Portella era stata avanzata una richiesta di sanatoria per mantenere il fabbricato di 3 piani. Istanza che è stata negata. Adesso, dunque, così come il Comune aveva già fatto in passato, si è tornati all'ingiunzione di demolizione perché "l'intervento è stato eseguito in totale assenza di titoli autorizzalivi".

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Il Municipio ha imposto ai proprietari la demolizione dell'intero fabbricato e il ripristino dello stato dei luoghi entro 90 giorni. L'avvertimento è sempre lo stesso: "Decorso infruttuosamente il termine si procederà con una sanzione amministrativa che varia da 2.000 ad un massimo di 20.000 euro, da determinarsi - scrivono da palazzo dei Giganti - successivamente all'accertamento dell'eventuale inottemperanza all'ordinanza. Sarà acquisita gratuitamente di diritto al patrimonio comunale l'opera abusiva comprensiva della superficie complessiva. L'accertamento di inottemperanza all'ngiunzione a demolire costituirà, previa
notifica ai proprietari - conclude il funzionario del Comune - titolo per I'immissione in possesso e per la trascrizione nel registro pubblico immobiliare dell'acquisizione. Le opere abusive acquisite saranno demolite con ordinanza del dirigente a spese dei proprietari, salvo che, con deliberazione consiliare, non si dichiari I'esistenza di prevalenti interessi pubblici e sempre che I'opera non contrasti con rilevanti interessi urbanistici o ambientali". 

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