P.Empedocle, otto consiglieri attaccano Troja: "E' demagogia"

Salvatore Bartolotta, Angela Di Gloria, Luigi Borgognone, Gianluca Di Gloria, Domenico Palumbo Piccionello, Giuseppe Filippazzo, Angelo Occhipinti e Rodolfo Pagano, hanno diffuso un documento "contro l'operato del presidente del Consiglio, Luigi Troja

Otto consiglieri comunali, Salvatore Bartolotta, Angela Di Gloria, Luigi Borgognone, Gianluca Di Gloria, Domenico Palumbo Piccionello, Giuseppe Filippazzo, Angelo Occhipinti e Rodolfo Pagano, hanno diffuso un documento "contro l’operato del presidente del Consiglio, Luigi Troja". Nella nota appena divulgata si legge:

"Le reiterate dichiarazioni dell’avvocato Troja  non meravigliano. L’approvazione definitiva del Regolamento Tari è competenza del Consiglio comunale non certamente  della Giunta né del sindaco. Il ritardo nell’approvazione non è evidentemente a quest’ultimi imputabile.

Dagli atti  emerge chiara l’irresponsabile gestione dei lavori consiliari da parte di Troja, che oggi vorrebbe girare la frittata  e svolgere un ruolo di piccolo killeraggio politico.

Al di là  del ritardo con cui è stato approvato dal Consiglio comunale il regolamento Tari,  l’ultimo rendiconto approvato ha registrato un avanzo di amministrazione di 3 milioni 600 mila euro, ed ha eliminato residui attivi per altri 4 milioni. Sintomo di inequivocabile di oculata gestione.

Se le tariffe Tari sono esose, ed è vero, Troja ne spieghi onestamente le ragioni che non sono dipendenti dai consigli comunali né dalle Giunte o dei sindaci, ma da norme di legge precise che impongono il totale carico al cittadino.

Non confonda le acque. La sua spicciola demagogia ha dimenticato che questo bilancio ha impegnato per le fasce deboli circa 1 milione 100 mila euro.

Stupisce invece che dichiarazioni così naif siano scritte sotto l’insegna Ncd, formazione autorevole, con brillanti figure nel panorama politico nazionale.

Se la maggioranza del Consiglio avesse assecondato lo stesso deliberato contegno sabotatore di Troja, oggi il bilancio risulterebbe realmente in dissesto finanziario con innalzamento al massimo di tutta l’imposizione fiscale per il cittadino oltre che irrimediabili conseguenze per l’ordinaria gestione dalla Municipalità".

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