Giù le mani dall'ospedale Parlapiano, i sindaci fanno rete

Una lunga lettera indirizzata ai vertici dell'Asp, ma anche al prefetto di Agrigento, Dario Caputo

I sindaci dell’Agrigentino scrivono all’assessore alla salute, Razza ma anche al presidente della commissione salute, La Rocca Ruvolo.

Non solo, i sindaci, hanno indirizzato una lettera aperta anche al direttore generale dell’Asp ed al prefetto, Dario Caputo. L’oggetto è la salvaguardia del presidio ospedaliero di Ribera.

"La rete ospedaliera siciliana - fanno sapere i sindaci -  è stata concepita ed approvata in maniera lacunosa e carente, ed in particolare per quelle che sono considerate le aree periferiche disagiate, montane e pre-montane. Una rete che nella fattispecie interessa il presidio ospedaliero fratelli Parlapiano di Ribera ed in particolare il nostro pronto soccorso, non rispettando ciò che prevede della nostra Costituzione, in quanto alcuni criteri numerici validissimi per le aree metropolitane - sono difficilmente applicabili in queste aree particolarmente disagiate, dove la disposizione della popolazione sul territorio, la carenza di infrastrutture, le difficoltà di comunicazione dei trasporti legate alla viabilità, rendono estremamente difficile se non critica l’assistenza sanitaria, in particolare per la garanzia della emergenza urgenza, e sono anche causa di una desertificazione sanitaria, oltre che a contraddire i principi dello Snai di cui il nostro territorio è parte integrante".

Le aree ed i relativi comuni selezionati per far parte della strategia aree Interne Sicilia, tra gli altri, ci sono anche le terre Sicane. "Non possiamo permettere - dicono i sindaci - che la politica si allontani da quelle che sono le esigenze e le istanze del territorio. I Comuni interessati al nostro presidio ospedaliero e di Pronto Soccorso sono Ribera Calamonaci, Burgio, Villafranca Sicula, Lucca Sicula, Cianciana, Alessandria della Rocca Bivona (3.655 abitanti), Santo Stefano Quisquina (4.601 abitanti), Caltabellotta , Montallegro e Cattolica Eraclea (3.715 abitanti) per un numero di abitanti residenti pari a 50.717 equivalenti al 12% della popolazione residente in provincia di Agrigento. Ci preme ricordare che il Presidio Ospedaliero Parlapiano, quando ancora nel pieno delle sue funzioni, senza quello svuotamento di personale medico sanitario, era una struttura produttiva e che erogava servizi alla collettività. Facciamo un ultimo appello all’assessore Regionale alla Salute Avv. Ruggiero Razza - affinché mantenga l’impegno di coinvolgere la comunità dei sindaci del comprensorio – prima che venga ufficializzata qualsiasi altra decisione sul futuro del presidio ospedaliero F.lli Parlapiano di Ribera. Chiediamo vengano corrette tutte le anomalie e reindirizzate quelle che sono le linee guida della rete ospedaliere a garanzia dell’assistenza socio-sanitaria, attualmente assente nel nostro territorio. Chiediamo di constatare la drammatica situazione sanitaria in questa area, e di non arroccarsi dietro aride logiche numeriche o di idee programmatiche spesso influenzate da altri motivi e piuttosto di valutarne con buon senso e ragionevolezza le posizioni rappresentate da un’intera comunità. Detto ciò, non si può pensare, di declassare un presidio ospedaliero come il fratelli Parlapiano, per creare un P.T.E., cosa questa che danneggerebbe gravemente l’assistenza sanitario dei comuni interessati. Nel caso in cui non vi siano soluzioni idonee alla salvaguardia del presidio ospedaliero e del suo pronto Soccorso in tutte le sue funzionalità dell’emergenza urgenza, si possa pensare, se è necessario, alla separazione degli ospedali civili riuniti di Sciacca e Ribera ( e derogare o modificare quelle che sono le direttive della rete ospedaliera, al fine di garantire risposte più appropriate alle esigenze assistenziali espresse dal nostro territorio, così come previsto dal decreto Ministeriale".

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Ad intervenire sono stati i sindaci dei comuni di: Ribera, Calamonaci, Burgio, Villafranca Sicula, Lucca Sicula, Cianciana, Alessandria della Rocca, Bivona, Santo Stefano Quisquina, Caltabellotta, Montallegro, Cattolica Eraclea.

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