Operazione "Opuntia", Vito Riggio chiede la revoca della custodia cautelare

La difesa dell'uomo, con l’avvocato Calogero Lanzarone, punta anche sul fatto che Vito Bucceri, che poi ha iniziato a collaborare, “Non indica il 47enne come componente della famiglia"

Vito Riggio il 47enne è in carcere per mafia e coinvolto nell’operazione “Opuntia”.  La difesa dell’uomo ha impugnato dinanzi al tribunale della Libertà il provvedimento del Gip del tribunale di Palermo che ha rigettato la richiesta di revoca della custodia in carcere. L’udienza, secondo quanto fa sapere l’edizione odierna del Giornale di Sicilia, è fissata per il 2 novembre. Il provvedimento con il quale il Gip ha rigettato la richiesta di revoca recita così: “In base a quanto emerge dagli atti d’indagine Riggio risulta pienamente inserito, in modo stabile e continuativo, nel tessuto socio criminale della famiglia mafiosa di Menfi all’interno della quale risulta essersi mosso consapevolmente e liberamente come esponente al servizio del capo famiglia Bucceri Vito per attività funzionali al raggiungimento degli scopi della stessa consorteria mafiosa e non certo per interessi privati del cugino”.

La difesa di Riggio, con l’avvocato Calogero Lanzarone, punta anche sul fatto che Vito Bucceri, che poi ha iniziato a collaborare, “Non indica Riggio come componente della famiglia”, sottolinea il legale. Per il Gip, invece, Riggio sarebbe stato “a disposta “una totale adesione ai disvalori propri ed esclusivi dell’intero sodalizio mafioso” Per i Gip non sono venuti meno gravi inizi di colpevolezza. .

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