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Operazione "Cash flow", gli agrigentini indagati

Il raggiro, secondo gli inquirenti, avrebbe previsto l'utilizzo di società finanziarie e la realizzazione di fatture fantasma che avrebbero permesso di frodare decine di migliaia di euro

Redazione 4 luglio 2012

L'ex presidente dell'Akragas Giuseppe Deni, la sua collaboratrice Roberta Lala, l'ex vice allenatore della squadra biancazzurra Alessandro De Caro, Domenico Ramundo (Agrigento), Giuseppe Sirone (Licata), Mirko Gioacchino Bellavia (Racalmuto), Giuseppe Cardella (Licata), Mario Bellavia (Grotte), Francesco Vasile Cozzo (Porto Empedocle), Giovanni Tuttolomondo (Agrigento), Calogero Sardo (Favara), Fabio Angelo Gigante (Sant'Angelo Muxaro) sono le persone dell'Agrigentino coinvolte nell'operazione denominata "Cash flow", portata a termine dalla Guardia di finanza di Gela e che ha smantellato un vasto giro di truffe e corruzione tra Gela e Agrigento.

Il raggiro, secondo gli inquirenti, avrebbe previsto l'utilizzo di società finanziarie e la realizzazione di fatture fantasma. La mente dell'organizzazione erano un consulente aziendale di Gela e un consulente tributario. Le indagini hanno inoltre svelato una falsa deliberatoria dell'Agenzia delle entrate per l'annullamento di debiti pendenti nei confronti dell'Erario; le false fatture emesse avrebbero permesso di frodare decine di migliaia di euro. Le province interessate dall'operazione delle Fiamme gialle sono quelle di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Como, Bologna e Roma.

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