Chiamato di notte per un'emergenza, travolge e uccide pedone: medico sceglie abbreviato

Il trentaseienne Salvatore Geraci avrebbe superato il limite di velocità di 20 chilometri orari

L'auto del medico imputato

La decisione di chiedere il giudizio abbreviato è stata confermata anche in seguito al cambio del giudice. Il processo, ripartito davanti al gup Luisa Turco, è quello a carico del cardiologo Salvatore Geraci, 36 anni, accusato di omicidio stradale.

La vittima è un quarantacinquenne tunisino, investito nella strada statale 189 dall’auto del medico che era stato chiamato di notte per soccorrere un paziente infartuato. I suoi difensori, gli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica, hanno chiesto, come “condizione” al giudizio abbreviato di produrre una perizia tecnica e una relazione farmacologica sulla vittima che il giudice, prima di decidere se acquisire, vuole visionare. Si torna in aula il 3 dicembre. La Procura contesta a Geraci di avere superato il limite di velocità di 20 chilometri orari provocando l'impatto col pedone che è rimasto ucciso. Nei confronti del medico è stato chiesto il rinvio a giudizio per l'accusa di omicidio stradale. La vittima, Taoufik lahmar, era stata dimessa da poco dall’ospedale e stava tornando a piedi. I familiari di lahmar si sono costituiti parte civile con l'assistenza dell'avvocato Giuliana Vullo e in caso di condanna dell'imputato otterranno il risarcimento del danno. L'incidente è avvenuto all'alba del 2 agosto dell'anno scorso.

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