Omicidio Mattina: la moglie, il figlio e la mamma si sono costituiti parte civile

La difesa dell'imputato ha chiesto la nomina di un perito per verificare se vi siano o meno, dentro i pantaloni della vittima, delle impronte digito-palmari per appurare se Riggio abbia preso delle chiavi

Nel riquadro, la vittima: Giuseppe Mattina; al centro l'imputato: Giovanni Riggio

La moglie, il figlio minorenne e la mamma di Giuseppe Mattina, 41 anni, meccanico di Favara, - ucciso il 5 maggio scorso, con 27 coltellate, mentre era all'interno di un capannone della zona industriale di Agrigento - si sono costituiti, attraverso l'avvocato Salvatore Cusumano, parti civili. Davanti al giudice del tribunale di Agrigento, Gianfranca Claudia Infantino, è stato incardinato l'abbreviato scelto dal reo confesso assassino: l'imputato palermitano Giovanni Riggio. 

"Sferrò 26 coltellate per ucciderlo", Riggio sceglie il rito abbreviato

L’avvocato Marco Martonara - il legale di fiducia del ventisettenne palermitano - ha chiesto la nomina di un perito per verificare se vi siano o meno, dentro i pantaloni della vittima, delle impronte digito-palmari e quindi per appurare se Riggio abbia preso o meno le chiavi del garage. Riggio sosterrebbe che, quella sera, dopo che lui è entrato all'interno del garage con il furgone, Mattina avrebbe chiuso a chiave il portone di ingresso e si sarebbe messo in tasca le chiavi.  L'avvocato Cusumano, rappresentante delle parti civili, si è opposto perché "non si tratta di accertamenti fondamentali". 

Annullata con rinvio l'ordinanza d'arresto 

La prossima udienza si terrà l'11 maggio. Sono previste dichiarazioni spontanee da parte dell'imputato. Il giudice dovrebbe inoltre sciogliere la riserva sulla nomina del perito richiesto dalla difesa dell'imputato. Prevista inoltre la requisitoria del pubblico ministero Simina Faga. La discussione delle parti civili dovrebbe tenersi invece il 25 maggio. 

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