Nicola Diomede è pronto a fare le valigie, è stato il prefetto di tutti

Sul suo tavolo, in questi anni, sono finite le vertenze più complicate: quelle del comparto rifiuti, dei disoccupati, dei precari, quelle del mondo della scuola, dell'Italkali, dell'Italcementi

Il prefetto di Agrigento Nicola Diomede in una foto d'archivio

Un prefetto autorevole ma mai autoritario, un prefetto che ha saputo coniugare la necessità del mediare per trovare soluzioni condivise con la comprensione delle fasce sociali più deboli, quelle spesso trascurate, bistrattate o a volte, perfino dimenticate. Nicola Diomede lascia Agrigento, l'ultimo terremoto giudiziario ha fatto la sua prima e forse unica vittima. La più illustre che poteva fare.

Diomede se ne va a testa alta, perchè tutto quello che di buono si è fatto in decenni di lavoro, non può essere intaccato da un avviso di garanzia. Lui aveva deciso di andarsene subito dopo aver letto quello che la Procura gli contesta, prima che il Consiglio dei Ministri decidesse di rimuoverlo. Lascerà Agrigento a giorni, e la città, la provincia tutta, perderà uno dei migliori interlocutori che abbia mai avuto. Chi ha avuto l'onore di lavorare con Nicola Diomede, ha potuto imparare, sorprendendosi anche, che c'è un modo giusto e uno sbagliato di vedere le cose. Il suo modo era quasi sempre quello giusto perchè sapeva fondere un'innata capacità di ascoltare tutti, con la conoscenza di leggi e regolamenti e infine con quella caratteristica spesso conosciuta ai più, il buonsenso. 

Sul suo tavolo, in questi anni, sono finite le vertenze più complicate, quelle del comparto rifiuti, quelle dei disoccupati,  dei precari, quelle del mondo della scuola, dell'Italkali, dell'Italcementi, ma non era inusuale che si interessasse anche di chi trovava incatenato davanti al palazzo della Prefettura per protesta contro i tagli al servizio di accompagnamento per gli alunni disabili o perchè licenziati all'improvviso da aziende private. Diomede per Agrigento è stato il prefetto che più di tutti gli altri ha lasciato la propria porta aperta.

Il suo staff, prezioso e fondamentale, ha passato molto tempo a ricevere le richieste di persone che volevano incontrarlo. Da lui ha trovato udienza la gente "normale", quella che vessata da tasse e tributi, quella che non ce la fa ad arrivare alla fine del mese. Nicola Diomede non si è mai risparmiato neanche con i giornalisti. Mai scortese, sempre disponibile e pronto a spiegare l'evolversi di una vertenza o a commentare fatti ed episodi. Ha scardinato, usando una metafora,  il "portone" che separa le istituzioni dal resto del mondo,  ha abbattuto il muro che fa immaginare inavvicinabili gli uomini di Stato.

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Al contrario di soggetti autoritari ma non autorevoli che in questa città i muri e i portoni provano a realizzarli, anche a spese della collettività. Nicola Diomede lascia Agrigento ma il suo insegnamento rimarrà a lungo: "Mi mancherete tutti", l'unico commento che oggi pomeriggio ha autorizzato a riportare.

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