"Lavori privati nella casa di campagna e pressioni a impresa", chiesto processo per sindaco e assessore

Calogero Cremona è accusato di peculato e abuso di ufficio, mentre Francesco Linisicchia avrebbe fatto pressioni indebite per costringere un imprenditore a stipulare un contratto di vigilanza per una società nella quale egli stesso lavorava come responsabile di zona

Calogero Cremona

Il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, e il pubblico ministero Chiara Bisso hanno chiesto il rinvio a giudizio del sindaco di Naro, Calogero Cremona, per le accuse di peculato e abuso di ufficio.

L'inchiesta sull'ex assessore, indagato anche il sindaco

La prima imputazione scaturisce dall'avere ordinato a un operaio, che lavorava nel servizio di nettezza urbana, di rimuovere il fango che si era accumulato, in seguito al nubifragio, nella strada privata che porta alla sua casa di campagna. L'abuso di ufficio è contestato perché il sindaco avrebbe fatto riparare a spese del Comune la ruota del bobcat, di proprietà dell'ente, che si era rotta durante le operazioni di bonifica nella sua proprietà.

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La circostanza è stata scoperta dagli inquirenti nell'ambito dell'indagine che ha portato, lo scorso dicembre, all'arresto dell'assessore Francesco Linisicchia, accusato di avere fatto pressioni indebite per costringere un imprenditore a stipulare un contratto di vigilanza per una società nella quale egli stesso lavorava come responsabile di zona. Il processo è stato chiesto pure per l'operaio Antonino Cristi, 48 anni, accusato solo di peculato. L'udienza preliminare è in programma il 2 aprile davanti al giudice Stefano Zammuto. 

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Lisinicchia ha nominato come difensori gli avvocati Diego Giarratana e Antonio Panico, il sindaco è difeso dall'avvocato Giuseppe Scozzari. Se i legali degli imputati non chiederanno riti alternativi, il giudice dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura. 

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