Colpi di martello a casa del cognato vicesindaco per contrasti ereditari: condannato

Il giudice ha inflitto un anno di reclusione a Gero Priolo, 55 anni, accusato di danneggiamento, violenza privata e violazione di domicilio

Il tribunale di Agrigento

Assalta la casa del cognato, attuale vice sindaco di Naro, con un martello, cambia la serratura per non consentirgli di entrare e poi, quando l’uomo tenta di accedere e chiama i carabinieri, continua a insultarlo e minacciarlo. Cinque anni dopo la denuncia è stata decisa la condanna.

Il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Agata Anna Genna, ha inflitto un anno di reclusione per le accuse di violazione di domicilio, danneggiamento e violenza privata a Gero Priolo, 55 anni, di Naro. L’imputato dovrà anche risarcire la sorella che si è costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Diego Giarratana. Il giudice ha stabilito che, in aggiunta alla cifra complessiva che deciderà il giudice civile, dovrà anche pagare una provvisionale, vale a dire un anticipo del risarcimento del danno, di 1.500 euro. 

L’episodio al centro del processo è accaduto il 2 aprile del 2012. Priolo, da tempo, aveva dei contrasti con la sorella e col cognato, Calogero Cangemi, attuale vice sindaco del paese, legati a vicende ereditarie. Pare che proprio la casa occupata dalla sorella e dal cognato fosse al centro della contesa. Priolo, secondo la ricostruzione dell’episodio, sarebbe andato con un martello in mano per cercare di riprendersela. Per prima cosa, dopo avere rotto con l’arnese la porta di ingresso, avrebbe cambiato le serrature per impedire – da lì nasce l’imputazione di violenza privata – che entrassero all’interno della loro casa.

Quando il cognato rientrò e furono avvisati i carabinieri Priolo avrebbe continuato a minacciare e insultare confermando il movente dell’assalto a corpi di martello. Il cognato sarebbe stato insultato, invitato con toni poco eleganti “ad andare a lavorare” e accusato di avergli voluto rubare la casa che invece, secondo la sua prospettazione, gli sarebbe spettata. 
 

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