"A chistu pm l'ama fari santari in aria col tritolo", parte processo per le minacce di morte a Vella

Il procuratore aggiunto, destinatario dell'intimidazione mentre si trovava a pranzo con una collaboratrice, si costituisce parte civile con l'assistenza dell'avvocato Daniela Posante

Il procuratore aggiunto Salvatore Vella

"A chistu pubblico ministero l'ama fari santari in aria col tritolo": le minacce, la denuncia, il processo e, adesso, anche la costituzione di parte civile. Il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, potrà chiedere i danni, in caso di condanna, a Fabio Bellanca, 37 anni, di Joppolo Giancaxio, già arrestato lo scorso agosto e in seguito condannato con l'accusa di estorsione ai danni di una donna, che sarebbe stata costretta a dargli 37 mila euro.

Bellanca, adesso, sarà processato pure per avere minacciato di morte il magistrato. Ieri mattina, davanti al giudice monocratico di Caltanissetta Salvina Finazzo, è stata formalizzata la costituzione del numero due della Procura di Agrigento che parteciperà al processo con il suo difensore di fiducia, l’avvocato Daniela Posante. 

Il trentasettenne, secondo la ricostruzione dell’episodio, il 17 luglio dell’anno scorso, incontrò casualmente Vella che stava pranzando al centro commerciale insieme a una collaboratrice nell’attesa di rientrare all’ufficio dopo la pausa. L'uomo, secondo la ricostruzione dell'episodio, riconoscendo il magistrato, si è avvicinato per minacciarlo. Vella, che per un lungo periodo, negli anni scorsi, fu sotto scorta dopo avere subito intimidazioni esplicite da ambienti mafiosi, collegati alla sua attività di pm della Dda, dal 2013 non ha alcun tipo di tutela o protezione. Quel giorno, quindi, dopo l’aggressione verbale da parte del trentasettenne a lui sconosciuto, decise di chiamare i carabinieri. 

L’8 novembre saranno sentiti i primi testi. Il primo a raccontare come sono andati i fatti sarà proprio Vella.

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