Cardella, Confael: "Il Parco archeologico prenda atto delle polemiche sulla gestione"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Il sindacato Confael Sicilia nell’interesse dei cittadini, utenti, operatori e lavoratori, non intende  restare distante dal comune sentire dell’opinione pubblica come anche degli addetti ai lavori  sul più generale tema del turismo e sulle relative refluenze.  Il terreno su cui purtroppo ogni anno si muove  la polemica  sulla  Sagra del Mandorlo in Fiore, è diventato pericolosamente scivoloso per chi lo percorre  senza curarsi, come, quando e perché  tale polemica si alimenta sopra ogni ragionevole comprensione.  

Non appare per nulla casuale, ad avviso della Confael Sicilia,  l’intervento  deciso dell’assessore Regionale al Turismo Tusa  che  anticipa  la notizia del rinnovo entro i prossimi 10 giorni dei vertici del Consiglio del Parco. Ci auguriamo ovviamente che tale rinnovo sia foriero non della logica della rigorosa appartenenza politica ( come è sempre sin qui avvenuto) , ma bensì della competenza. Caratteristiche queste che crediamo valga applicare anche alla prossima presidenza e direzione del Parco.  Ovviamente il direttore uscente Parello, ha il merito   di avere, in ogni caso, creato le premesse sulle quali si muove una prospettiva certa  di ulteriore consolidamento dell’Ente Parco. Ad avviso della Confael va ripensato da cima a fondo il  ruolo del Comune di Agrigento all’interno della vita politico gestionale dell’Ente Parco. In ogni caso  ad oggi l’Amministrazione Comunale, l’Ente Parco,  le associazioni di categoria,  la stampa, non possono, durante la sagra,  ritrovarsi  in piazza a criticare senza avere provato a monte a comunicare, concertare, proporre. Indubbiamente la Sagra del Mandorlo va valorizzata  nel pieno rispetto delle tradizioni, consuetudini, usi e costumi.

Non è un bel vedere  la critica mossa sulla gestione dei fondi per la pubblicità e la promozione a mezzo stampa.   Si può discutere, com’è giusto che sia, della misura,  ma non si può escludere nessuna categoria  riguardo l’informazione, la promozione e la pubblicità. Sul Parco archeologico,  si può  essere o meno d’accordo sull’autonomia gestionale dello stesso, ma va dato atto all’Ente,  di avere reso la Valle dei Templi il vero volano del turismo  non di Agrigento e della Provincia, ma  dell’intera Sicilia . Detto questo, per  l’importanza assunta dal settore  turistico per l’economia ed il lavoro, come anche per l’enormità delle risorse economiche sempre in costante aumento, di cui dispone il Parco,  è necessario ed opportuno investire  un’ampia disponibilità di risorse alla voce promozione,  pubblicità, informazione. Con criteri di assoluta trasparenza, ma anche di adeguata, motivata e logica  ripartizione.

Su quest’ultima ovviamente va adottato un criterio divisivo per tipologia di informazione: giornali, siti internet, emittenti televisive, pubblicità varia. Qui non può essere  in gioco di certo la  logica dell’appartenenza a categorie ben definite. L’Ente Parco  non può non prendere atto che la polemica sulle modalità di gestione delle nel rapporto più in generale con l’informazione evidentemente sconta una non comprensibile logica.  Nel senso che, per le considerazioni sopra espresse, l’Ente che registra entrate per milioni di euro, non può ne deve permettersi anche un solo accenno di polemica durante il periodo nel quale bisognerebbe esaltare la sagra, le sue tradizioni, l’importanza  ed il valore che essa assume per gli agrigentini e per gli amanti delle tradizioni e del Folklore.

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