"Scontro" sulla sfilata finale della Sagra in via Atenea, nessuna marcia indietro: verrà tutelata la sicurezza

Ben 114 esercenti, protestando per l'esclusione dal percorso, hanno firmato una petizione. Gli organizzatori dell'edizione 2019 del Mandorlo in fiore hanno però voluto privilegiare la tutela dell'incolumità

La sfilata della domenica in via Atenea (foto ARCHIVIO)

Vedute e posizioni rimarranno, quasi certamente, contrapposte. Nonostante per domani pomeriggio sia stato chiesto ed ottenuto, da parte dei commercianti della via Atenea, un incontro con gli organizzatori del Mandorlo in fiore, dal Comune e dal Parco archeologico difficilmente - cogliendo le indiscrezioni di giornata - ci sarà una marcia indietro.

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C'è da rispettare la circolare sulla sicurezza del capo della polizia, il prefetto Franco Gabrielli, e c'è il ricordo - ancora nitido - di quanto accadde lo scorso anno quando il marciatore belga si accasciò all'improvviso e perse la vita.

Misure di sicurezza così imponenti non riguardano, naturalmente, soltanto la terra di "frontiera" di Agrigento. Ad esempio, piazza San Marco a Venezia, per il Carnevale, è stata ristretta a massimo 23 mila persone. Anche ad Agrigento, proprio per ragioni di sicurezza, per la domenica conclusiva del Mandorlo in fiore, è stato deciso che gruppi folk e cortei non dovranno attraversare la via Atenea. Il nuovo percorso delle sfilate prevede la partenza dei gruppi dalla Posta centrale e lo snodo del corteo lungo il viale Della Vittoria.  

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Fra i corridoi di palazzo dei Giganti, si continua a ripetere: "Se il marciatore belga si fosse accasciato, in occasione della sfilata della domenica, senza via di soccorso e fuga, qui tante persone avrebbero passato i guai: sarebbero state rinviate a giudizio". Qualche cittadino prova, inevitabilmente, ad obiettare: "E' da 73 anni che in via Atenea c'è la sfilata della domenica conclusiva. Solo quest'anno pensiamo alla sicurezza?".

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I tempi sono però cambiati. Non ci sono rischi né per Agrigento, né per il Mandorlo in fiore. Ma anche quanto è accaduto a Strasburgo, durante i mercatini di Natale, e prima ancora (nel dicembre del 2016 e in quello dell'anno successivo) in Germania e a Nizza il 14 luglio del 2016 va tenuto - necessariamente - in considerazione. Specie nella città dei Templi, appunto, perché il Mandorlo in fiore valorizza le diverse culture del mondo e ha come suo obiettivo ultimo il favorire la pace e la concordia fra i popoli. 

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I commercianti, ben 114 quelli che hanno firmato la petizione, hanno ragione: protestano perché vedono pregiudicarsi una delle poche possibilità a loro disposizione per tentare di tamponare la crisi finanziaria e tirare una boccata d'ossigeno. Ma gli organizzatori dell'edizione 2019 del Mandorlo in fiore - così appare - non hanno potuto far altro che tentare, contemperando le esigenze, di dare priorità alla tutela dell'incolumità e della sicurezza pubblica visto che per la domenica conclusiva si stima che, ad assistere alla sfilata, ci siano almeno 20 mila persone.  

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Le prescrizioni della circolare del capo della polizia

La circolare del capo della polizia-direttore generale della Pubblica sicurezza - finita, inevitabilmente, sul tavolo degli organizzatori del Mandorlo in fiore - prescrive, a livello nazionale, che gli organi sono chiamati ad accertare la "capienza delle aree di svolgimento dell'evento per la valutazione del massimo affollamento sostenibile. Per quanto concerne le iniziative programmate in aree pubbliche di libero accesso, al fine di evitare sovraffollamenti che possano compromettere le condizioni di sicurezza, gli organizzatori devono essere invitati a regolare e monitorare gli accessi, ove possibile anche mediante sistemi di rilevazione numerica progressiva ai varchi di ingresso fino all'esaurimento della capacità ricettiva dell'area interessata, che sarà interdetta già nella zona di rispetto anche con l'ausilio delle forze di polizia". La stessa circolare - che vuole, di fatto, evitare rischi e tutelare l'incolumità - prescrive, inoltre, "percorsi separati di accesso e di deflusso del pubblico, con indicazione dei varchi. Suddivisione in settori dell'area di affollamento, in relazione all'estensione della stessa, con previsione di corridoi centrali e perimetrali all'interno, per le eventuali emergenze e interventi di soccorso". 

"Il modello organizzativo presuppone lo scrupoloso riscontro delle garanzie di incolumità e di sicurezza necessariamente integrate, in quanto requisiti imprescindibili senza i quali, pertanto, le manifestazioni - conclude la circolare del capo della Polizia - non potranno avere luogo, significando che mai ragioni di ordine pubblico potranno consentire lo svolgimento di manifestazioni che non garantiscano adeguate misure di incolumità".

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