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Mafia a Casteltermini, ancora un boss suicida: Francesco Baiamonte si uccide in cella

Secondo le accuse, il 65enne sarebbe stato in contatto con i capimafia Giovanni Brusca e Leoluca Bagarella, e con i vertici di Cosa nostra in provincia di Agrigento. Venerdì era stato condannato a dieci anni

(foto archivio)

Ancora un appartenente alla criminalità organizzata suicida in carcere. Francesco Baiamonte, 65enne di Casteltermini, si è impiccato sabato nella sua cella del carcere "Pagliarelli" di Palermo, dopo che il giudice per l'udienza preliminare lo aveva condannato venerdì a dieci anni di carcere per associazione mafiosa. Baiamonte era stato coinvolto nell'operazione "Kamarat", portata a termine lo scorso 18 maggio. 

 
Il gip di Palermo, Fernando Sestito, inizialmente non aveva accolto la richiesta di misura cautelare per Baiamonte, avanzata dalla Dda. Ma gli inquirenti avevano Francesco Baiamontefatto ricorso al Tribunale del riesame, ottenendo il provvedimento restrittivo. Francesco Baiamonte si costituì il 6 luglio scorso ai carabinieri di Casteltermini. 
 
Secondo le accuse, il 65enne sarebbe stato in contatto con i capimafia Giovanni Brusca e Leoluca Bagarella, e con i vertici di Cosa nostra in provincia di Agrigento Gerlandino Messina e Luigi Putrone. 
 
Il Gup nella sentenza di venerdì aveva inoltre condannato gli imputati al risarcimento del danno e al pagamento di una provvisionale di 20mila euro in favore dell'associazione antiracket "Libere Terre", presieduta dall'imprenditore e testimone di giustizia Ignazio Cutrò, il quale si è costituito parte civile. 
 
Soltanto due settimane fa un altro boss delle cosche mafiose agrigentine, l'ergastolano Pietro Ribisi, 61 anni, si era suicidato nel carcere di Carinola (Caserta): era stato definitivamente condannato come killer del giudice Antonino Saetta e del figlio Stefano. 
 
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