Il perito chiede tempo per trascrivere intercettazioni in carcere, slitta udienza del processo "Montagna"

Nella sala colloqui del Pagliarelli l'ex sindaco Santo Sabella avrebbe cercato di coinvolgere un uomo politico di lungo corso per risolvere i guai giudiziari

Un fici nenti....vediamo di parlare con....". Il sindaco di San Biagio Platani, Santo Sabella, arrestato il 22 gennaio del 2018 con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, scarcerato con l'obbligo di restare fuori dalla provincia da un mese, durante un colloquio in cella con i familiari proclamava la sua innocenza e gli chiedeva di contattare un politico di spicco di Forza Italia per una mediazione, in realtà abbastanza improbabile, che gli potesse risolvere il caso giudiziario.

Quelle intercettazioni, che hanno fatto ingresso nel processo solo a dibattimento inoltrato, devono però essere trascritte formalmente.

Il ritardo con cui sta procedendo il perito, dovuto ai numerosi rumori di fondo che rendono difficile la comprensione delle parole, ha fatto slittare l’udienza di ieri. I giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, hanno, quindi, aggiornato il processo al 26 marzo.

Sabella fa il nome di un parlamentare di lungo corso, sia alla Camera che al Senato, non candidato alle elezioni dello scorso anno, con cui i familiari avrebbero dovuto parlare per cercare di risolvere i suoi guai. 

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