"Ha svuotato due imprese per fare sparire milioni di euro", chiesti 8 anni per Romano

L'imprenditore di Racalmuto è accusato di bancarotta fraudolenta: 3 anni e 9 mesi la proposta di pena per il figlio

Calogero Romano

"Ha svuotato imprese di capitali, mezzi e risorse con operazioni simulate e distribuzioni di utili indebite, facendo finire tutto in altre aziende del suo stesso gruppo con la sola finalità di sottrarsi ai debiti in vista del fallimento".

Dalle premesse alle conclusioni: il pubblico ministero Cecilia Baravelli ha chiesto 8 anni di reclusione per l'imprenditore di Racalmuto, Calogero Romano, 63 anni, accusato di bancarotta fraudolenta insieme al figlio Leandro per il quale ha chiesto una pena di 3 anni e 9 mesi. 

Bancarotta da milioni di euro, istruttoria agli sgoccioli

Due le imprese al centro delle presunte distrazioni per almeno due milioni di euro: la Mediterranea Cavi e la Ierre di cui i due imputati avrebbero avuto il ruolo di amministratori di fatto e di diritto. "Ha fatto sparire, in alcuni casi con la complicità del figlio, mezzi e risorse con simulazioni di grossi lavori di manutenzione, puntualmente smentiti pure dalle immagini di Google maps - ha aggiunto il pm - e simulato cessioni di immobili a prezzi irrisori. Tutto finiva nelle sue stesse tasche, visto che creava altre aziende e intanto quelle vecchie fallivano senza che i creditori trovassero nulla su cui rivalersi".

Il pm Baravelli ha chiesto anche la trasmissione degli atti al proprio ufficio perchè Romano, sul quale pende un processo in appello per concorso esterno in associazione mafiosa (in primo grado, condanna a 6 anni e mezzo), avrebbe prodotto agli atti una foto con un'intestazione falsificata mostrandola a un teste. 

I difensori, gli avvocati Pierluigi Cappello e Raffaele Palermo, hanno invece chiesto l'assoluzione sostenendo che "tutte le operazioni sono state compiute in assenza di dolo e che la ricostruzione delle operazioni al centro del processo presenta evidenti lacune". 

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I giudici della seconda sezione penale, presieduta da Giuseppe Miceli, emetteranno la sentenza il 27 marzo dopo le eventuali repliche delle parti.

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