Mafia e droga, inchiesta "Kerkent": il riesame conferma arresti domiciliari per 28enne

Il tribunale della libertà rigetta la richiesta di scarcerazione per Angelo Iacono Quarantino, ritenuto un componente della banda dedita al narcotraffico

La conferenza stampa dell'operazione "Kerkent", nel riquadro Angelo Iacono Quarantino

Appello rigettato: il tribunale del riesame di Palermo ha respinto la richiesta della difesa che chiedeva la revoca degli arresti domiciliari, o in alternativa una misura minore, per Angelo Iacono Quarantino, 28 anni, di Porto Empedocle, arrestato nell’operazione antimafia Kerkent, scattata il 4 marzo.

Il giovane è accusato di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga con l’aggravante mafiosa. Iacono Quarantino, in sostanza, avrebbe avuto un ruolo operativo nel narcotraffico diretto dal boss Antonio Massimino, nei cui confronti nei giorni scorsi è stato disposto il “41 bis”, che – secondo quanto ipotizzano gli inquirenti – stava rimettendo in piedi il clan mafioso di Agrigento puntando tutto o quasi sul traffico di droga anche grazie a contatti collaudati con la ‘Ndrangheta.

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