"Sì, li ho uccisi io insieme ai miei cognati": 3 arresti, uno anche a Cammarata

Nell'ambito dell'operazione antimafia erano state intercettate alcune conversazioni in cui Sergio Macaluso "effettuava riferimenti alla sua partecipazione ad alcuni gravi fatti di sangue"

Foto archivio

Fatta luce su due omicidi di mafia - risalenti agli anni 2007 e 2011 - commessi a Partinico, nel Palermitano. Nella notte i carabinieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal Gip del Tribunale nei confronti di tre uomini presunti responsabili di due omicidi "inquadrabili nella lotta intestina alla famiglia mafiosa di Partinico". E uno di questi tre arresti è stato fatto, sempre dai carabinieri di Palermo, a Cammarata. I destinatari del provvedimento sono Francesco Lo Iacono, 38 anni, Corrado Spataro, 34 anni, e il fratello Domenico Spataro di 43 anni: arrestato a Cammarata.

Le attività di indagine hanno consentito di "acquisire un quadro indiziario grave e concordante in relazione alle singole responsabilità penali in ordine all'omicidio di Giuseppe Lo Baido, ucciso a 36 anni a Partinico il 13 luglio 2007 e di Giuseppe Cusumano ucciso a 34 anni a Partinico il 2 settembre 2011. L'indagine che all'alba di oggi ha portato all'arresto di tre persone - spiegano i carabinieri - "rappresenta una tranche dell'operazione 'Talea', eseguita il 5 dicembre del 2017 nei confronti degli esponenti dei mandamenti mafiosi palermitani di Resuttana e di San Lorenzo". Nell'ambito dell'operazione erano state intercettate alcune conversazioni in cui Sergio Macaluso "effettuava riferimenti alla sua partecipazione ad alcuni gravi fatti di sangue".

A seguito della successiva collaborazione, lo stesso Macaluso si è autoaccusato dei due omicidi, "rivelandone le motivazioni, il mandante, i complici materiali e le relative modalità di esecuzione", come spiegano gli inquirenti.

E' così emerso che "i delitti erano inquadrabili nella scalata al vertice della famiglia mafiosa di Partinico ed erano stati commissionati da Francesco Lo Iacono a Sergio Macaluso per vendicare l'omicidio di Maurizio Lo Iacono, avvenuto a Partinico il 3 ottobre 2005", dicono gli investigatori. L'indagine ha potuto ricostruire le motivazioni da cui erano scaturiti i delitti, e cioè la "vendetta del mandante Francesco Lo Iacono e dell'attuale collaboratore di giustizia Sergio Macaluso per l'omicidio di Maurizio Lo Iacono, rispettivamente zio e fratellastro", spiegano i pm della Dda.

Macaluso - dicono i pm - aveva commesso l’omicidio di Lo Baido con la complicità del cognato Corrado Spataro e l’omicidio di Cusumano con la complicità dell’altro cognato, Domenico Spataro, il quale aveva sostituito il fratello Corrado che, in quel momento storico, era agli arresti domiciliari. "La prosecuzione dell’indagine, attraverso numerose attività di intercettazioni autonome - dicono i carabinieri - ha effettivamente confermato pienamente le dichiarazioni di Macaluso, permettendo di acquisire ulteriori elementi indiziari che collimavano con la scena del crimine e con le indagini tecnico-scientifiche effettuate nell’immediatezza dei fatti".

Decisivo anche il ruolo del collaboratore Domenico Mammi che ha riasciato dichiarazioni concordi rispetto a quelle fornite da Macaluso. Lo Iacono e Corrado Spataro erano già reclusi in carcere poiché arrestati nell’ambito delle operazioni “Talea” e “Talea 2”, in quanto ritenuti rispettivamente responsabili di danneggiamento a mezzo incendio aggravato dalle modalità mafiose e associazione mafiosa ed estorsione aggravata dalle modalità mafiose. Domenico Spataro, incensurato, è stato catturato nel corso della notte in provincia di Agrigento.

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