Presunto mafioso col rilevatore di microspie prima dell'audizione di Tuzzolino, riesame annulla sequestro

I giudici restituiscono lo scanner a Francesco Luparello, 42 anni, arrestato e poi assolto nelle inchieste "Akragas" e "Dna"

Francesco Luparello

I giudici del tribunale del riesame dissequestrano il rilevatore di microspie che il 21 marzo era stato requisito a Francesco Luparello, 42 anni, di Porto Empedocle, in passato arrestato e poi assolto nelle operazioni anti-mafia "Akragas" e "Dna".

Due giorni prima della deposizione nell'aula bunker del carcere Petrusa dell'architetto-pentito Giuseppe Tuzzolino i carabinieri lo avevano fermato a bordo della sua Bmw trovandogli, nel bagagliaio, uno "scanner" per rilevare microspie, alcuni cellulari con delle sim, un coltello di genere vietato e un manganello.

I militari stavano eseguendo dei controlli particolari in considerazione dell'imminente, annunciata, deposizione del pentito che sta facendo tremare mezza Sicilia. Nei pressi della statale 640, non molto distante dal carcere, Luparello è stato fermato con questi oggetti vietati e denunciato.

La Procura aveva disposto il sequestro. I giudici del tribunale del riesame, presieduto da Giuseppe Melisenda Giambertoni, accogliendo in parte il ricorso del difensore, l'avvocato Salvatore Pennica, hanno disposto la restituzione dello scanner, di un telefono e delle sim confermando, invece, il sequestro delle armi.

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