Il pizzo sul pizzo, Quaranta rivela: "Cosa Nostra prendeva una percentuale dalla Stidda"

Conclusa la due giorni romana della deposizione del collaboratore di giustizia al processo "Montagna"

"La stidda pagava il pizzo a Cosa nostra quando faceva le estorsioni". Gli occhiali scuri e il cappellino blu in testa sono gli stessi di ieri ma l'audizione del pentito Giuseppe Quaranta, come previsto dal programma e agevolato dall'acquisizione di alcuni verbali, si conclude poco prima di mezzogiorno.

Dopo il lungo interrogatorio di ieri, fra la mattina e il pomeriggio, del pm della Dda Alessia Sinatra, è toccato ai difensori (nell'aula bunker del carcere Rebibbia erano presenti gli avvocati del collegio difensivo Daniela Posante, Antonino Gaziano, Antonino Mormino, Giuseppe Barba, Carmelita Danile, Antonella Arcieri e Salvatore Maurizio Buggea) interrogatore l'ex capomafia di Favara e braccio destro del sabettese Francesco Fragapane, personaggio principale dell'inchiesta "Montagna".

Quaranta, raccontando equilibri interni a Cosa Nostra e alla Stidda, ha rivelato che quest'ultima organizzazione, in fase di netta decadenza rispetto agli anni Novanta, "pagava il pizzo a Cosa nostra quando faceva le estorsioni". Una sorta di percentuale sul pizzo.

In questo stralcio del processo “Montagna”, oltre all'ex sindaco di San Biagio, Santo Sabella, ci sono altri cinque imputati: Domenico Lombardo, 25 anni, di Favara, Salvatore Montalbano, 25 anni, di Favara, Calogero Principato, 26 anni, di Agrigento, Giuseppe Scavetto, 49 anni, di Casteltermini e Antonio Scorsone, 53 anni di Favara.

L'inchiesta ha accertato anche un vasto traffico di droga legato alle famiglie del quale avrebbe fatto parte anche il figlio di Giuseppe Quaranta, Calogero, condannato nello stralcio abbreviato insieme al padre.

"Fragapane - ha raccontato - acquistava partita di cocaina per finanziare le famiglie. A me non piaceva avere a che fare con la droga. L'organizzazione del giro a Favara non andava benissimo".

Il processo, in corso davanti ai giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, con a latere Alessandro Quattrocchi e Giuseppa Zampino, riprende al palazzo di giustizia di via Mazzini giovedì prossimo. 

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