Mafia e droga, inchiesta "Kerkent": il braccio destro del boss Massimino ricorre in Cassazione

Liborio Militello chiede ai giudici della Suprema Corte di annullare l'ordinanza cautelare

Liborio Militello

Secondo i giudici del riesame, "ci sono i gravi indizi di colpevolezza per il reato di associazione mafiosa ma non è, allo stato, sufficientemente provato che avesse un ruolo direttivo in seno a Cosa Nostra". 

Il tribunale della Libertà, lo scorso 31 marzo, ha annullato, seppure in minima parte, l'ordinanza cautelare nei confronti di Liborio Militello, 52 anni, presunto braccio destro del capomafia Antonio Massimino, personaggio chiave della maxi operazione antimafia "Kerkent". Adesso il difensore, l'avvocato Giovanni Castronovo, si rivolge alla Cassazione per chiedere la scarcerazione di Militello che è rimasto in carcere per l'accusa di associazione mafiosa.

"Liborio Militello non è mafioso, non prende mai ordini da Antonio Massimino. Gli indizi a suo carico sono carenti e il provvedimento è poco motivato": così i suoi legali proveranno a convincere i giudici ad annullare il provvedimento restrittivo. L'udienza è in programma l'11 settembre.

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