Mafia, Massimino rompe il silenzio: "Pronto a farmi 20 anni di galera ma non ho stuprato quella donna"

Il boss, per la prima volta in un quarto di secolo, si dice pronto a confessare e soprattutto nega le accuse di violenza ai danni di una donna che gli muove un trentasettenne vicino alle cosche: "Mi aveva proposto cose indecenti, lo denuncio"

Antonio Massimino

"Sono pronto a farmi venti anni di carcere ma non ho violentato quella donna, il suo compagno che mi accusa è un truffatore mafioso che vuole fare il salto e diventare collaboratore di giustizia. Sono pronto a denunciarlo, potrei ammazzare chi dà uno schiaffo a una donna".

Antonio Massimino, personaggio chiave dell'inchiesta "Kerkent", a capo - secondo gli inquirenti - della famiglia mafiosa di Agrigento e Villaseta, per la prima volta in un quarto di secolo di processi, rompe il silenzio e lo fa per respingere le accuse di violenza sessuale ai danni di una donna, fidanzata di un trentasettenne, coinvolto in diverse vicende di mafia, droga e furti, che accusa Massimino di averlo sequestrato e di avere abusato della compagna. Questo perchè lui aveva truffato il commerciante di auto Salvatore Ganci acquistando una vettura con un assegno scoperto.

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L'imprenditore, per vendicarsi e tornare in possesso del mezzo, si sarebbe rivolto a Massimino. Mangione, con un pretesto, viene portato in un magazzino e sequestrato con la minaccia di una pistola da Massimino. Nel frattempo il ventottenne Gabriele Miccichè, gregario del boss, va a prelevare la donna. Lì Massimino, secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'avrebbe palpeggiata nelle parti intime e si sarebbe denudato per strofinarle addosso i genitali.

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Massimino, assistito dal suo difensore, l'avvocato Salvatore Pennica, questa mattina, ha negato tutto. Al gip Alessandra Vella, che lo ha interrogato per rogatoria al carcere di contrada Petrusa, ha aggiunto: "Non ho mai parlato, neppure nei maxi processi ma questo non lo posso accettare. E' un truffatore, lo denuncio. Mi ha proposto cose indicibili e ho rifiutato, deve darmi un mare di soldi. Sono pronto a prendermi le mie responsabilità ma non ho mai abusato di quella donna, potrei ammazzare chi schiaffeggia una donna".

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Svolta clamorosa, dunque, nella strategia difensiva del boss che in un quarto di secolo non ha mai detto una sola parola nei processi e adesso, oltre ad annunciare una denuncia nei confronti dell'uomo che lo accusa ("mi ha proposto cose indicibili"), sbandiera l'intenzione di volersi prendere "tutte le responsabilità, anche facendomi 20 anni di carcere". 

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