Mafia, inchiesta "Nuova Cupola": processo in Cassazione per cinque imputati

Si tratta dello stralcio ordinario dell'indagine, il personaggio principale è il favarese Carmelo Vetro condannato a 9 anni

Carmelo Vetro

Il 16 marzo davanti alla quinta sezione della Corte di Cassazione: approda in aula per l'ultimo grado di giudizio, sempre se non dovesse essere disposto un nuovo processo, lo stralcio ordinario dell'inchiesta antimafia "Nuova Cupola" dal nome dell'operazione, eseguita dalla polizia, che il 26 giugno del 2012 ha fatto scattare 55 provvedimenti di fermo a carico dei nuovi presunti boss e gregari della cosche agrigentine.

Il 30 novembre dell'anno scorso sono state confermate in Corte di appello le condanne inflitte in primo grado.

Gli imputati sono Carmelo Vetro, 32 anni, di Favara (9 anni); Pietro Capraro, 38 anni (9 anni e 6 mesi), di Agrigento; Gaetano Licata, 33 anni (10 anni), di Agrigento; Maurizio Romeo, 47 anni (14 anni), di Porto Empedocle, e Gerlando Russo, 44 anni, (9 anni), di Porto Empedocle.

Il principale imputato dello stralcio ordinario è Vetro, figlio del boss Giuseppe (morto nel 2008 per una grave malattia), la cui posizione si è comunque ridimensionata perché i giudici hanno escluso che fosse stato il capo della famiglia mafiosa. Davanti alla Cassazione, alla quale si sono rivolti i difensori (fra gli altri gli avvocati Giovanni Castronovo, Salvatore Cusumano, Antonino Gaziano, Vincenza Gaziano, Carmelita Danile, Salvatore Maurizio Buggea e Pasquale Tarallo) saranno ridiscusse interamente le cinque posizioni.

Diventa, invece, definitiva l'assoluzione dell'empedoclino Bruno Pagliaro, scagionato in primo grado e in appello dall'accusa di associazione mafiosa: la sentenza non è stata impugnata. 

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