Mafia, il pm vuole sentire dal "vivo" il pentito Quaranta: trasferta in vista

Il processo scaturito dall'inchiesta "Montagna" entra nel vivo: un sottufficiale, intanto, ricostruisce i rapporti fra l'ex sindaco e i boss

Sabella, al centro, fra Quaranta e Nugara

Il pm della Dda, Alessia Sinatra, vuole sentire dal vivo il collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta, ex capomafia di Favara, che ha deciso di collaborare con la giustizia dopo l'arresto, scattato il 22 gennaio dell'anno scorso.

Il processo scaturito dalla maxi inchiesta "Montagna", che avrebbe disarticolato le nuove famiglie mafiose della provincia di Agrigento, entra nel vivo. Il presidente della prima sezione penale Alfonso Malato dovrà pronunciarsi sulla richiesta e potrebbe anche decidere di disporre il semplice video collegamento anzichè organizzare una trasferta lontano da Agrigento per ragioni di sicurezza.

La questione, con ogni probabilità, sarà decisa dopo la sosta estiva perchè, prima di ascoltare Quaranta, finito in carcere proprio in questa inchiesta, saranno citati altri testi. Intanto questa mattina è stato ascoltato un sottufficiale dei carabinieri che ha ricostruito i rapporti fra l'ex sindaco di San Biagio, Santo Sabella, e i presunti affiliati del paese. 

In questo troncone processuale, insieme allo stesso Sabella, sono stati rinviati a giudizio altri cinque imputati. Sono: Domenico Lombardo, 25 anni, di Favara, Salvatore Montalbano, 25 anni, di Favara, Calogero Principato, 26 anni, di Agrigento, Giuseppe Scavetto, 49 anni, di Casteltermini e Antonio Scorsone, 53 anni di Favara.

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