"Evase dai domiciliari per andare in farmacia", mafioso 80enne a giudizio

La difesa sostiene che Antonino Pirrera si sia solo allontanato perchè aveva l'urgenza di assumere dei medicinali

Antonino Pirrera

Si allontanò dalla sua abitazione, dove stava scontando un residuo di una condanna a sei anni per associazione mafiosa, rimediata nell'operazione "Maginot", che delineò il suo ruolo di affiliato della famiglia mafiosa di Favara, per andare in farmacia. 

Un controllo dei carabinieri accertò le presunte violazioni e, adesso, a distanza di un paio di anni, Antonino Pirrera, 80 anni, finisce a processo con l'accusa di evasione. I suoi difensori, gli avvocati Giovanni Castronovo e Chiara Proietto, questa mattina, alla prima udienza del processo, disposto con la formula della citazione diretta da parte della Procura, hanno chiesto il giudizio abbreviato con una condizione: ascoltare in aula il titolare di una farmacia dove Pirrera sarebbe andato, allontanandosi dall'abitazione dove stava scontando un residuo di pena di sei anni per associazione mafiosa, in regime di detenzione domiciliare.

Pirrera, secondo la tesi dei difensori, si sarebbe allontanato da casa non per sottrarsi agli obblighi della detenzione domiciliare, ma solo perchè spinto dalla necessità di dover assumere dei farmaci necessari per curare le gravi patologie dalle quali sarebbe stato affetto.

L'ottantenne, peraltro, era detenuto in casa in quanto le sue condizioni di salute erano state ritenute incompatibili col regime carcerario. Il giudice ha ammesso la scelta del giudizio "allo stato degli atti" con la condizione di integrare il fascicolo con un'unica prova, vale a dire la testimonianza del farmacista, e ha rinviato il processo al 16 luglio per la sua audizione.

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