Mafia e narcotraffico, indagato fa delle ammissioni e il giudice lo manda ai domiciliari

Giuseppe Tornabene ottiene gli arresti in casa con il braccialetto elettronico anche se il gip boccia la sua versione come "parziale e alquanto limitata"

Giuseppe Tornabene

“L'indagato ha reso dichiarazioni, seppure parziali ed alquanto limitate, ammissive in ordine a dati di conoscenza dell'associazione criminale in oggetto, anche se ha negato di avere posto in essere attività di spaccio riaffermando invece l'acquisto dì sostanze per uso personale”.

Con queste motivazioni il gip di Palermo, Claudia Rosini, alla quale si sono rivolti gli avvocati Giovanni Castronovo e Chiara Proietto, ha scarcerato Giuseppe Tornabene, 35 anni, di Agrigento, accusato di essere un componente dell’organizzazione dedita al narcotraffico mafioso, sgominata con l’operazione Kerkent, eseguita dalla Dia lo scorso 4 marzo. Il trentenne, nelle prossime ore, sarà posto agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. L’inchiesta ha disarticolato, con 34 arresti, la nuova famiglia di Agrigento e i componenti del giro di narcotraffico che il boss Antonio Massimino, 51 anni, libero dopo due condanne per mafia, avrebbe messo in piedi per finanziarlo. Tornabene, secondo gli inquirenti avrebbe fatto anche da autista a Massimino in una trasferta palermitana organizzata per acquistare un carico di droga. 

Tornabene, accusato di far parte dell’organizzazione criminale, lo scorso 22 ottobre ha chiesto di essere interrogato e ha fatto delle ammissioni, sia pure molto parziali come spiega il gip. “L'elemento di novità è rappresentato dalle recenti dichiarazioni - sottolinea il gip - nelle quali in sintesi si è limitato a riferire di conoscere la contabilità ed alcuni particolari dell'organizzazione per essere stati a lui a sua volta riferiti, per il rapporto di confidenza che aveva con i vertici”.

Sulla vicenda intervengono anche i suoi difensori che spiegano: "Le indiscrezioni circa l'avvio di una collaborazione con la giustizia del signor Tornabene sono del tutto infondate ed errate. L'indagato - puntualizzano gli avvocati Castronovo e Proietto - ha solo reso delle dichiarazioni finalizzate a chiarire la sua posizione e, a sua tutela, è necessario sottollinearlo".

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