"Fece affari col boss del paese per avere sostegno elettorale", chiesto rinvio a giudizio per consigliere comunale

Giuseppe Scozzari è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa: i pm gli contestano di avere messo a disposizione del capomafia Angelo Occhipinti il proprio peso politico e professionale

L'ex consigliere Giuseppe Scozzari con il capomafia Angelo Occhipinti

Affari col boss per farsi eleggere consigliere comunale. In cambio avrebbe garantito il suo peso all'interno del Municipio e quello nell'Azienda sanitaria in cui lavorava come funzionario dell'ufficio tecnico dell'ospedale. 

L'ex consigliere comunale di Licata, Giuseppe Scozzari, 47 anni, finisce davanti al giudice per l'udienza preliminare dove rischia il rinvio a giudizio per l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. 

Meno di un anno dopo la doppia operazione, eseguita dai carabinieri e dal Ros fra luglio e agosto, i pubblici ministeri della Dda di Palermo, Geri Ferrara, Claudio Camilleri e Alessia Sinatra, hanno chiuso, due mesi fa, le inchieste "Assedio" e "Halycon" che hanno disarticolato la nuova famiglia mafiosa di Licata che avrebbe pure stretto un accordo con la politica e la massoneria deviata per portare avanti i propri interessi economici e personali. Sono ventuno in tutto gli indagati nei cui confronti si profila una richiesta di rinvio a giudizio. I personaggi principali sono il boss Angelo Occhipinti, 65 anni, lo stesso ex consigliere comunale, nonchè geometra dell'ufficio tecnico dell'ospedale di Licata, Giuseppe Scozzari, e il funzionario della Regione Lucio Lutri.

Scozzari, però, attraverso il suo difensore - l'avvocato Giovanni Di Benedetto - ha rinunciato alla sospensione dei termini di custodia cautelare, fissati dal decreto per l'emergenza Covid dal 9 marzo all'11 maggio, e la sua posizione è stata stralciata rispetto agli altri. L'udienza preliminare, davanti al gup di Palermo, è stata fissata per il 9 giugno.

Scozzari, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, avrebbe, "nell'esercizio delle, sue funzioni di responsabile del servizio tecnico del presidio ospedaliero di Licata, ed essendo influente funzionario dell'Asp di Agrigento, garantito corsie preferenziali per l'accesso ai servizi dell'Asp a soggetti indicati dal capomafia Occhipinti".  Nell'esercizio delle funzioni di consigliere comunale di Licata, invece, avrebbe "messo a disposizione il proprio peso politico all'interno del Comune al fine di fare ottenere al capomafia Occhipinti ed a Raimondo Semprevivo (suo cognato) la regolarizzazione amministrativa di un'area sottoposta a sequestro penale. Scozzari, eletto nel 2018 con la lista civica "Licata da amare", si è dimesso dopo il fermo, eseguito dai carabinieri, ed è stato sospeso dall'Asp.

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Il procedimento per gli altri venti indagati è slittato perchè alcuni di loro hanno chiesto di essere sentiti e le audizioni sono state sospese in seguito all'emergenza coronavirus. 

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