L'inchiesta sul clan di Occhipinti, il gip: "I parcheggi in spiaggia nelle mani della mafia"

"Dall'attività svolta e dal tenore delle conversazioni intercettate - scrive il giudice - è emerso che la consorteria capeggiata da Occhipinti assumeva il controllo totale di un'attività economica tanto illegale quanto remunerativa"

Gli arrestati dell'operazione "Assedio"

Le mani della mafia sui parcheggi abusivi nelle zone di mare. La cosca di Licata, capeggiata da Angelo Occhipinti, gestiva i posteggi di Mollarella e l'attività sarebbe stata molto remunerativa. Ne è convinto il gip di Palermo, Fabio Pilato, che ha emesso l'ordinanza cautelare dell'inchiesta "Assedio" che, tre settimane prima, aveva portato ad alcuni fermi, uno dei quali, quello del consigliere comunale Giuseppe Scozzari, non convalidato dal gip di Agrigento.

"Dall'attività svolta e dal tenore delle conversazioni intercettate - scrive il gip - è emerso che la consorteria mafiosa capeggiata da Occhipinti assumeva il controllo totale di un'attività economica tanto illegale quanto remunerativa, legata alla gestione di ampie aree di parcheggio, del tutto abusive, realizzate nella zona balneare denominata Mollarella di Licata, ossia come evidenziato dai carabinieri, una delle località balneari più rinomate e frequentate dai bagnanti".

Il gip aggiunge: "Angelo Occhipinti, Emanuele Spadaro e Raimondo Semprevivo, al chiaro scopo di non figurare apertamente nella gestione delle aree, hanno demandato il compito a loro uomini di fiducia e, in particolare, a Giuseppe Cassaro". 

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